THE ARTIST CHOICE 

 

ATTI DI RIBELLIONE ED ECOLOGIE

ELSA FALCIANI

DANIELA NERI

MARTINA RUBERA

 

I VOSTRI LAVORI, NELLA LORO DIVERSITA', CREDO MOSTRINO UN TENTATIVO DI RIBELLARSI ALLO STATUTO STESSO DELL'IMMAGINE: TROPPO STATICO, TROPPO IMBRIGLIATO IN UNA CERTA ICONOGRAFIA. ED ECCO CHE C'E' CHI TRA DI VOI FA DIVENTARE FOTOGRAFIE PIANTE, CHI LE FA RIVIVERE NELL'ORO, CHI LE COLLOCA A MIGLIAIA DI ANNI DI DISTANZA. C'E' UN SENSO DI CURA E UN'ATTENZIONE ECOLOGICA IN OGNUNO DEI VOSTRI PROGETTI SCELTI.

 

QUAL'E' LA VOSTRA STORIA? COME SIETE ARRIVATE QUI, NEL REGNO DELLA FOTOGRAFIA ARTISTICA?
 

DANIELA: FACCIO LA FOTOGRAFA DI PROFESSIONE ED AFFRONTO LA FOTOGRAFIA SOPRATTUTTO DAL PUNTO DI VISTA COMMERCIALE, PRODUCO IMMAGINI RISPONDENDO AD UN PRECISO CRITERIO ESTETICO. PRIMA DI QUESTO LAVORO NE FACEVO UN ALTRO E SCATTAVO PER PASSIONE, ERO E MI SENTIVO MOLTO PIÙ LIBERA DI SPERIMENTARE RISPETTO ALLA GRIGLIA DELLA PROFESSIONE. 
POI LA PANDEMIA MI HA LIBERATA. ECCO CHE IN QUESTO ANNO TRAGICO IN CUI IL LAVORO È PIÙ CHE DIMEZZATO HO RECUPERATO QUELLA PARTE DI ME CHE NEGLI ANNI HO CUSTODITO E NUTRITO MA MAI ASSECONDATO. ECCOMI QUI, QUINDI, NUOVA E RIGENERATA CHE MI CONCEDO QUESTA POSSIBILITÀ, FINALMENTE.

ELSA: DA PICCOLA ADORAVO LE FOTO, SCATTAVO E STAMPAVO, SCATTAVO E STAMPAVO, INFATTI HO UN ARCHIVIO FOTOGRAFICO ABBASTANZA FORNITO…E INGOMBRANTE. SONO ARRIVATA ALLA FOTOGRAFIA ARTISTICA PERCHÉ MI SONO RESA CONTO CHE IL REPORTAGE NON LO SENTIVO MIO, PERCEPIVO UNA MANCANZA D’ESPRESSIONE.

MARTINA: MIO PAPÀ HA SEMPRE FOTOGRAFATO IN ANALOGICO, QUINDI IN CASA GIRAVANO MOLTE FOTO, MA SOPRATTUTTO DIAPOSITIVE. COME DANIELA ANCH’IO SONO PASSATA DAL FOTOGRAFARE PER PASSIONE ALLA FOTOGRAFIA COMMERCIALE, CON CRITERI PRECISI SEMPRE PRESTABILITI DALLE AGENZIE.  ED È PROPRIO QUI CHE UNA COLLEGA MI PROPONE IL LABORATORIO 'PERSONAL VISION' DI PERCORSI FOTOSENSIBILI. COME ELSA E DANIELA SCOPRO CHE POTEVO DARE SFOGO AD UNA PARTE DI ME CHE AVEVA BISOGNO DI ESPRIMERSI CON SCHEMI FOTOGRAFICI NUOVI, PROBABILMENTE PIÙ SPONTANEI, E NUTRIRE QUELLA PARTE ESPRESSIVA CHE RIMANEVA LATENTE DENTRO ME.

PERCHÉ RITENETE CHE OGGI LA FOTOGRAFIA NON BASTI PIÙ COME SEMPLICE DOCUMENTO? RITENGO CHE TUTTE E TRE, NELLE VOSTRE PRATICHE, ABBIATE CERCATO DI SUPERARE L'OGGETTO FOTOGRAFICO PER RIDEFINIRLO E RACCONTARLO IN NUOVI MODI: DA COSA NASCE QUESTA NECESSITÀ? 

DANIELA: L’ASSOCIAZIONE DELLA FOTOGRAFIA AL DOCUMENTO È PER ME IL PUNTO DI PARTENZA DAL QUALE CERCO COMPORRE NUOVI SCENARI, NUOVI PERCORSI, NUOVE MEMORIE.
SENZA RINNEGARE E NEMMENO ASSOLVERE LA FUNZIONE DELLA FOTOGRAFIA LEGATA AL PRIVILEGIO DEL REALE CREDO SI POSSANO RICONSIDERARE LE MOTIVAZIONI ARTISTICHE PER CUI SI INTERVIENE SU UN’IMMAGINE O LA SI PRODUCE. RISPETTARE UN TEMPO LENTO, UNA DIMENSIONE PACATA, UN’IMMAGINE ALLA VOLTA È PER ME IL MODO PER CONTRASTARE L’IPER-PROLIFICITÀ DI IMMAGINI CHE RISCHIANO DI PERDERE DI SENSO.

ELSA: SONO FERMAMENTE CONVINTA CHE L’IMMAGINAZIONE SIA UN MEZZO POTENTE PER COMPRENDERE DOVE CI TROVIAMO E CHI SIAMO, CHE L’INVENZIONE POETICA POSSA AGEVOLARE LA RIFLESSIONE E LA COMPRENSIONE DEI PROBLEMI AMBIENTALI E SOCIALI DI OGGI SENZA DOVER RICORRERE AL MESSAGGIO VISIVO ESPLICITO DEI MEDIA. L’IMMAGINAZIONE PORTA A RIFLETTERE, VA NELL’INCONSCIO E QUINDI HA PIÙ POSSIBILITÀ DI OPERARE UN CAMBIAMENTO PROFONDO.

MARTINA: PENSO CHE TUTTA QUESTA DIGITALIZZAZIONE ABBIA TRASFORMATO IL MODO DI VEDERE LE COSE, LA NOSTRA SOCIETÀ ED OVVIAMENTE ANCHE IL MONDO DELLA FOTOGRAFIA, MANCA DI SOSTANZA,DI MATERIA. È QUI QUINDI CHE OGGI CREDO SIA IMPORTANTE AVERE UNA PERSONALE VISIONE CREATIVA DI UNA REALTÀ PRESENTE DENTRO DI NOI E CHE TRAMITE LE NUOVE E VECCHIE TECNOLOGIE VADA MATERIALIZZATA. ANCHE NELLA PRATICA ARTISTICA SI DOCUMENTA. UNA VOLTA ALDO PALAZZOLO MI DISSE: “IL FOTOGRAFO È COLUI CHE RIESCE AD ANDARE OLTRE”, QUESTA AFFERMAZIONE MI FECE RIFLETTERE MOLTISSIMO: COME POTEVO UNIRE LA FOTOGRAFIA DI UNA VOLTA CON QUELLA CHE È OGGI, DARLE NUOVA VITA, UN NUOVO VALORE? HO CERCATO QUINDI DI UNIRE NUOVI MATERIALI E “TECNOLOGIE“ PER DOCUMENTARE DEI PROCESSI INTERIORI , POTERLI TOCCARE ED OSSERVARE DA UN’ALTRA PROSPETTIVA.

 

QUALE L'AUTORE O L'AUTRICE CHE VI HA COLPITO DI PIÙ E PERCHÉ? E IL LIBRO PIÙ IMPORTANTE?

DANIELA: ALEC SOTH PER LA SUA IDEA SUL MECCANISMO DI NARRAZIONE CHE FA RIFERIMENTO SIA ALL’ESTETICA CHE AL SUBCONSCIO COME ACCADE NELLA POESIA O NELLA MUSICA. RIGUARDO AL LIBRO PIÙ SIGNIFICATIVO HO DATO MOLTA IMPORTANZA AGLI AUTORI CHE TRATTANO IL TEMA DELL’OMBRA COME GOMBRICH E IL “LIBRO D’OMBRA” DI JUNICHIRO TANIZACHI.

ELSA: SOPHIE CALLE TRASFORMA LA SUA VITA, IN PARTICOLARE I MOMENTI PIÙ INTIMI, IN OPERE D’ARTE, UTILIZZANDO DIVERSI MEZZI ARTISTICI (LIBRI, FOTO, VIDEO, FILM, PERFORMANCE…). SOPHIE CALLE, SECONDO ME, RIESCE A COLLIMARE IL LAVORO PERSONALE CON UN LAVORO CHE TOCCA L’INCONSCIO COLLETTIVO.LA FONTE MERAVIGLIOSA ROMANZO BASATO SULLA STORIA DEL PERSONAGGIO PRINCIPALE, HOWARD ROARK, ISPIRATO ALLA VITA E ALLE OPERE DI FRANK LLOYD WRIGHT. UNA FIGURA IMPONENTE CHE ATTRAVERSA, SENZA FARSENE MINIMAMENTE SCALFIRE, CORRUZIONE E IPOCRISIA, PREGIUDIZIO E CALUNNIA CON LA MENTE RIVOLTA ALLA SUA IDEA DI ARCHITETTURA, LIBERA ESPRESSIONE DEL SUO GENIO, NON SI FA INFLUENZARE DALLE CONVENZIONI MA RIMANE SOLIDO NELLE SUE IDEE E NEI SUOI VALORI.

MARTINA: ALDO PALAZZOLO ED I SUOI RITRATTI ALCHEMICI, PERCHÈ IN QUEI RITRATTI MANIPOLATI IN CAMERA OSCURA SI ALLONTANA DA UNA FOTOGRAFIA REALISTICA E CONTROLLATA, MISCHIANDO EFFETTI GRAFICI E PITTORICI, DANDO FORME AI SUOI PERSONAGGI FAMOSI COME SE ARRIVASSERO DA MONDI SURREALI, RENDE VISIBILE UNA PERCEZIONE. SILVIA BIGI CON “FROM DUST YOU CAME” , CON CUI TROVO MOLTE SOMIGLIANZE. DISTRUGGERE UN’IMMAGINE PER CREARE QUALCOS'ALTRO DI RIUTILIZZABILE COME NUOVI PIGMENTI.
IL LIBRO POTREI DIRE “IL NEGATIVO” DI ANSEL ADAMS, SONO CRESCIUTA CON QUEL MANUALE SFOGLIANDOLO SIN DA PICCOLA ED OGGI L’HO FINALMENTE EREDITATO COME CIMELIO DI FAMIGLIA. POI DIREI “LA FOTOGRAFIA POST MORTEM” DI MIRKO ORLANDO, PERCHÈ RIPERCORRE L’ORIGINE DI UN TEMA DELLA FOTOGRAFIA TABÙ CON UNA VISIONE APERTA A QUELLA CHE ERA UN’ESIGENZA ED UNA POSSIBILITÀ PER LA CULTURA DI QUEGLI ANNI, RIVELANDO UN POTERE DELL’IMMAGINE A CUI TUTT'OGGI SIAMO ANCORA LEGATI.


 

UN EPISODIO DELLA VOSTRA VITA SIGNIFICATIVO PER QUELLE CHE SIETE OGGI

DANIELA: QUASI 20 ANNI FA HO VISSUTO UN’EPISODIO PARTICOLARMENTE SIMBOLICO, SONO CADUTA IN UN POZZO: ERA NOTTE E STAVO RIENTRANDO IN UNA CASA ISOLATA DOVE VIVEVO DA POCHISSIMO, NON C’ERANO LUCI, NON AVEVO TORCE E D’IMPROVVISO MI È SPARITA LA TERRA SOTTO I PIEDI ED È INIZIATA LA CADUTA. SONO ATTERRATA DOPO UN TEMPO INFINITO MA BREVISSIMO NEL FONDO DI UN POZZO CON L’ACQUA CHE MI DAVA ALLA VITA.
LA PAURA, LE RISATE ISTERICHE, I TENTATIVI DI RISALIRE, LE LUNGHE ORE, LE GRIDA D’AIUTO. HO RIFLETTUTO SPESSO SU QUESTO EVENTO, SULLE MIA REAZIONI TANTO DA DIVENTARE UNA STELLA FISSA NELLA COSTELLAZIONE DELLA MIA PERSONALITÀ.IN TEMPI PIÙ RECENTI COME NON CITARE IL LOCK-DOWN CHE È STATO ARGOMENTO DI CONFRONTO E COMUNIONE CON ELSA E MARTINA.

 

ELSA :PIÙ CHE UN EPISODIO È UN MOMENTO STORICO. MARZO 2020 LOCKDOWN A CAUSA DELLA PANDEMIA DI COVID-19 LA VITA DI TUTTI GIORNI SI BLOCCA. QUALCOSA DALL’ESTERNO CI HA COSTRETTI A STARE FERMI E QUESTO MI HA PERMESSO DI RIPENSARE E RIELABORARE UN NUOVO MODO DI RACCONTARE. FREQUENTANDO IL CORSO DI 'PERSONAL VISION' DI SILVIA BIGI HO CAPITO CHE NON C’È BISOGNO DI VIAGGIARE E ANDARE CHISSÀ DOVE PER RACCONTARE UNA STORIA E COSÌ PER LA IL LAVORO LA FURIA DEL SARNO, HO PORTATO IL FIUME IN CASA. NELLA POESIA DI GIANNI RODARI 'INVERNO' C’È UN PEZZO CHE DICE:

….AI BIMBI, AVVENTURIERI
DAL CUOR SENZA PAURA,
NON SERVONO SENTIERI
PER TENTARE L’AVVENTURA...

MARTINA: HO DUE PERIODI PIÙ CHE EPISODI ED ENTRAMBI, COME PER ELSA E DANIELA, SONO STATI MOMENTI CHE MI HANNO COSTRETTA A FERMARMI. SICURAMENTE LA GRAVIDANZA, È STATO COME SCOPERCHIARE UN VASO DI PANDORA CHE NEGLI ANNI AVEVO RIEMPITO, MI HA PERMESSO DI FERMARMI, CHIEDERMI COSA STAVO FACENDO E DOVE VOLEVO ARRIVARE, CHI VOLEVO ESSERE PER MIA FIGLIA E COSA LE AVREI DONATO. IL PRIMO LOCKDOWN, ANCHE QUI IL VINCOLO AL RIMANERE NELLE PROPRIE CASE, NEI PROPRI MONDI, NON HA FATTO ALTRO CHE RISCOPRIRE PARTI CHE NEL FRENETICO QUOTIDIANO EMERGONO DIFFICILMENTE. UNA RITROVATA CALMA PER NON TORNARE ALLA FRENESIA CHE DISTOGLIE DALLA LENTEZZA DELLE PICCOLE COSE QUOTIDIANE.


RACCONTATEMI BREVEMENTE DEI LAVORI PER I QUALI SIETE QUI: CHI GRAZIE ALLA POLVERE D'ORO, CHI FA GERMINARE UNA IMMAGINE, CHI IMMAGINA UN FUTURO LONTANO. COME SINTETIZZERESTE IN POCHE PAROLE I VOSTRI LAVORI?
 

DANIELA: IL MIO LAVORO CON LA POLVERE D’ORO, RICORDANDOMI DI TE RAPPRESENTA UN PONTE NEL TEMPO SIA A LIVELLO SIMBOLICO CHE PRATICO, SE RIFERITO ALLE TECNICHE. UNA CELEBRAZIONE DEGLI ARCHIVI MINIMI CHE TANTO MI STANNO A CUORE, UN’ ESALTAZIONE DELLA QUALITÀ ESTETICA. USO LA POLVERE PER  CONTRASTARE  E RICOMPORRE SIMBOLICAMENTE LA POLVERIZZAZIONE DELLA MEMORIA COME IN UNA CURA OMEOPATICA.

ELSA: IL LAVORO PARKESINE È NATO DALL’INTUIZIONE DI UNIRE IL PROBLEMA DELLA PLASTICA CON L’ARCHEOLOGIA, SONO MOLTO SENSIBILE ALLO SPRECO DELLA PLASTICA E DEL MASSICCIO UTILIZZO CHE HA AVUTO NEGLI ULTIMI ANNI, UN “BOOM” DELLA PLASTICA.
PER QUESTO LAVORO MI SONO PROIETTATA IN UN FUTURO IPOTETICO, TRA 1000 ANNI, PERCHÈ QUESTO È IL TEMPO NECESSARIO AFFINCHÉ UN OGGETTO VENGA CLASSIFICATO COME REPERTO ARCHEOLOGICO. MI SONO ISPIRATA A FONCUBERTA CHE CREA IL DUBBIO TRA CIÒ CHE È VERO E CIÒ CHE È INVENTATO, COSÌ HO CERCATO DI CREARE UN VERO RITROVAMENTO DI UN SITO ARCHEOLOGICO DOVE VIENE RINVENUTA UNA SOSTANZA CHE POI SI SCOPRIRÀ ESSERE PLASTICA.

 

MARTINA: QUESTO LAVORO CREDO SIA IL RISULTATO DI LUNGHE RIFLESSIONI SULLE CONSEGUENZE CHE LA FRENETICA SOCIETÀ OCCIDENTALE STA CAUSANDO A NOI E LA TERRA CHE CI OSPITA. HO TRASFORMATO LA DOMANDA “SE COLTIVASSIMO NOI STESSI COME FOSSIMO GIARDINI?”, IN UNA PRATICA VERA E PROPRIA. PARTENDO DALL’OTTICA DI SVILUPPO E RIGENERAZIONE DELLE COSE DOVE “NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, MA TUTTO SI TRASFORMA”, TRAMITE IL COMPOSTAGGIO DELLA CARTA PIANTABILE, RIGENERO LA STESSA IMMAGINE FOTOGRAFICA CURANDO E CONTEMPLANDO COSTANTEMENTE IL SUO SVILUPPO, LA SUA ASCESA PRIVA DI OGNI FRENESIA, IN UN CONTESTO DEL TUTTO NATURALE, COSÌ COME DOVREMMO FARE NON SOLO CON NOI STESSI, MA CON TUTTO CIÒ CHE CI CIRCONDA.


SOGNI NEL CASSETTO?

DANIELA: IL LAVORO DEL FOTOGRAFO È PRINCIPALMENTE UN’ATTIVITÀ SOLITARIA ED IO HO SEMPRE SOFFERTO DI QUESTA CONDIZIONE, SOGNO UNA COMUNITÀ, UN LUOGO DOVE SI POSSA LAVORARE, ANCHE SE INDIVIDUALMENTE, ALL’INTERNO DI UN GRUPPO. IL SOGNO NAIF DI UN ATELIER IMMERSO NELLA NATURA PIENO DI PERSONE CHE COLLABORANO IN ARMONIA.

ELSA: DIVENTARE FAMOSA PERCHÉ NO! AHAHAH IN FONDO LO VOGLIONO TUTTI PERCHÉ NON AMMETTERLO.

MARTINA: MI UNISCO A TUTTE E DUE...E AGGIUNGO VIVERE DI ARTE E FOTOGRAFIA, FAR PARTE DI UN GRUPPO DI LAVORO CREATIVO IN COSTANTE CRESCITA ANCHE DI STUDIO, TIPO “SLIMDOGS” MA AL FEMMINILE…“SLIMCATS“ 

 

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DANIELA NERI
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ELSA FALCIANI
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MARTINA RUBERA
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