© 2018 Percorsi Foto-sensibili di Silvia Bigi

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Vedere con nuovi occhi

 

 

Si può ripulire la propria visione. Si può vedere con nuovi occhi e ci si può riappropriare di ciò che sembrava impossibile trovare, vedere, e soprattutto esprimere agli altri. Perché l’assetto della nostra esistenza è sottoposto a una tale rigidità da farci dubitare del nostro potere creativo. A dispetto di ciò che ci hanno fatto credere fino ad ora, la creatività non è un dono di pochi eletti; assomiglia a un muscolo. E’ presente in tutti noi, necessita di essere stimolata, e soprattutto allenata. Se la si usa costantemente ci si accorge di cogliere molto più di ciò che ci circonda. Se non la si usa si atrofizza, e per riappropriarsene occorre applicarsi con fatica e impegno costante. Ho scelto di “allenare” la mia creatività e farla diventare il centro della mia vita. Una scelta che ho sempre valutato come indipendente e coraggiosa, nutrita giorno dopo giorno, non priva di ostacoli. Sono la cavia numero 1 di questo particolare esperimento. 

 

Dopo quasi un anno di Lilith ho potuto confermare le mie idee. Non esiste persona incapace di creare, di raccontare attraverso un’immagine. Sono le condizioni che lo rendono possibile: ci si deve solo trovare nel luogo giusto, in un tempo accordato a sé, e porsi la giusta domanda. 

 

Me ne ha dato conferma l’esperimento / esperienza che ho chiamato Anatomie (ciò che si nasconde dietro a tutto). Si tratta di un laboratorio online, senza luogo né orario, uno spazio per dare libertà espressiva a chiunque. A chi impossibilitato dalla distanza a partecipare a corsi e laboratori, come a chi nella umida estate di uno spazio fotografico in città non aveva voglia di sentire parlare. Un link segreto e una password per accedere. Istruzioni e regole ben precise. A differenza di ciò che si crede, è più semplice essere creativi con le regole, in un territorio circoscritto. Le regole rendono più elastica la mente, non ingabbiano la propria creatività, la esaltano, poiché come un rito di iniziazione ci sfidano rendendoci capaci di aggirare ostacoli e limiti. A differenza dei laboratori classici, ho lasciato che uno spazio virtuale parlasse al posto mio, fino all’appuntamento fissato con ognuno, al fine di completare insieme l’opera. Lavorare a distanza non è rassicurante. Non si ha un feedback immediato, né si può verificare se tutto é chiaro. Ancora una volta, questo non è stato un limite, piuttosto una risorsa. Ognuno ha espresso la propria versione di Anatomie in modo indipendente, personale e assolutamente creativo. Pochi ci credevano all’inizio, ma una volta compiuta la magia finale, la composizione di alcune immagini con il proprio titolo, tutto ha avuto senso. Chiedo spesso durante i laboratori se la percezione cambia, se si avverte, anche nei confronti delle vecchie immagini, un diverso sguardo.Anatomie non ha solo permesso ai partecipanti di vedere qualcosa di nuovo, o di vedere meglio qualcosa che già si aveva sotto gli occhi. Anatomie ha concesso a me il privilegio di vedere attraverso molteplici sguardi. Dopo questa esperienza, sento moltiplicata la mia visione. Sono arricchita da tutti gli occhi e da ogni storia che ho ascoltato. E per questo devo ringraziare ogni partecipante, per quel singolo tessello.

 

Sviluppare creatività e capacità di attraversare il visibile sono modi per sfuggire alla miopia del quotidiano. Con molte esperienze quest'anno, abbiamo scritto (e continueremo a scrivere) un racconto corale, cui chiunque potrà attingere. Un racconto che amplia il concetto di visione e ripulisce il nostro sguardo assuefatto. 

 

I laboratori di Lilith sono stati lenti di ingrandimento, un velocizzatore di questo processo.  Hanno solo confermato quanto sia facile se lo si vuole imparare a guardare con occhi nuovi. Se ancora non ne siete convinti, aprite una scatola di fotografie, un vecchio album, come se fosse la prima volta. Scattate una fotografia con meraviglia e stupore. Riappropriatevi di ciò che vi è stato tolto, vivendo in una società dove il bombardamento di stimoli ha raggiunto livelli disarmanti. La sicurezza che tutto, dentro e fuori le nostre vite, sia incredibilmente seducente e degno di attenzione.