DALL’ALTO, IN SOSPESO

 

Era il 2004. L'architettura per me era un gioco, la porta sui sogni e sul futuro. Collaboravo alla riprogettazione del Teatro del Mondo, un teatro galleggiante nelle acque di Venezia, che doveva essere ricostruito quell'anno a Genova. Seguii il cantiere di costruzione recandomi a Genova tutte le settimane, per mesi. 

Lì conobbi un anziano signore, che abitava all'ultimo piano di una torre medioevale. Cominciai ad andare a trovarlo, ogni volta.  Salivamo a piedi numerose rampe di scale per vedere tutto dall'alto, per leggere le trame della storia negli intricati vicoli della città, e per guardare il Teatro, che andava via via prendendo forma. Dall'alto tutto ha più senso. 

Davamo pesce e pane ai gabbiani, era diventato il nostro appuntamento fisso. E ogni volta mi chiedeva:

 - Ritorni ancora? E io rispondevo

 - Finché affacciandosi da quassù si vedrà il teatro giù in piazza, io ritornerò.

Lui costruiva personaggi, mostri di latta, dalla sembianza umana e animale, di grandi dimensioni. Ne aveva riempito la casa e i pianerottoli delle numerose rampe di scale per arrivare fin lassù. Non aveva famiglia, tranne un fratello più vecchio e senza più memoria. Quando varcavi quella porta, ti sembrava di entrare in un altro mondo.

 

Ad un certo punto smisi di andare a Genova, e non ho mai salutato il signor L. per l’ultima volta. Solo dopo 13 anni ci sono tornata, e per prima cosa ho pensato che sarei andata a trovare il signor L. 

Per me Genova era ferma al 2 ottobre 2004, l’ultima volta che c’ero stata. Il campanello non c’è più, resta un’ombra di dove è stato staccato. Dalla parte opposta c’è un moderno citofono che lo ha sostituito. Attendo davanti al portone, fino a quando non  esce una ragazzina adolescente, non sa nulla del signor L., lei abita lassù con la sua famiglia da ormai più di 5 anni.

Al bar vicino nessuno lo conosce.

Ma io devo ritrovarne le tracce, ho ancora un ultimo saluto in sospeso. Ho scatole piene di foto di allora e di oggetti, quaderni disegnati e scritti durante le lunghe trasferte in treno. Ho deciso di partire da qui e interrogare quegli oggetti, i miei gradi di separazione dal signor L.