THE ARTIST CHOICE 

 

TRASFORMAZIONI

VERONICA BENEDETTI

NICOLO' FERRARIO

 

CHE SI TRATTI DI INDAGARE LE TRASFORMAZIONI URBANE DEL PASSATO O DEL PRESENTE, I VOSTRI APPROCCI, QUELLO DI VERONICA PIÙ INTIMO E INTROSPETTIVO, QUELLO DI NICOLÒ PIÙ SOCIALE E OGGETTIVO, EVIDENZIANO I CAMBIAMENTI A CUI LE NOSTRE REALTÀ URBANE SONO SOTTOPOSTE,DI CUI LA COSTRUZIONE ARCHITETTONICA RAPPRESENTA IL NUCLEO. TROVO CHE IN ENTRAMBE LE VOSTRE RICERCHE, SEPPUR CON APPROCCI DIFFERENTI, SI PROCEDA DA LONTANO A VICINO, ENTRANDO SEMPRE PIU' A CONTATTO CON IL SOGGETTO CHE CI PROPONETE.

 

 

QUALE FOTOGRAFIA HA INFLUENZATO DI PIU' IL VOSTRO SENTIRE?

VERONICA:NON UN AUTORE IN PARTICOLARE QUANTO PIÙ UNA TEMATICA, L’AUTORITRATTO E IL CORPO SONO ARGOMENTI CHE SENTO ESSERE AFFINI AL MIO OBIETTIVO DI RICERCA, L’IDENTIFICAZIONE DELL’ESSERE ATTRAVERSO LA PROPRIA PELLE. LA FOTOGRAFIA È PER ME UN’INCONTRO CON ME STESSA, UN PERCORSO EMOTIVO, UN VIAGGIO INTERIORE.

NICOLO': CI PENSO E CI RIPENSO MA CREDO NON CI SIA UNA FOTOGRAFIA CHE MI ABBIA INFLUENZATO PARTICOLARMENTE. CREDO DI TROVARE UN CERTA ISPIRAZIONE DA ALCUNI DIPINTI E MI LASCIO INCANTARE DALLE SCULTURE. AVETE PRESENTE QUELLE SEZIONI DEI MUSEI CHE TUTTI SALTANO? ECCO MI POTETE TROVARE LI'. NON C’È UNA COSA IN PARTICOLARE O IL LAVORO COMPLETO DI UN DETERMINATO ARTISTA CHE ABBIA INFLUENZATO LA MIA VISIONE. MI VERREBBE DA DIRE CHE L’INFLUENZA (SE NON ALTRO LA MIA) È PIÙ CHE ALTRO IL MINESTRONE DI UNA QUANTITÀ INNUMEREVOLE DI COSE CHE NEPPURE IO SO, TRA LE QUALI LA FOTOGRAFIA. LA FOTOGRAFIA, I DIPINTI, LE SCULTURE, LE POESIE, I RACCONTI, I LIBRI, LA MUSICA, LA MIA AMATA FISICA E ANCHE LA MATEMATICA E, NON SO, FORSE ANCHE LA NATURA, LO SPAZiO, LE STELLE (SI, ECCO, LE STELLE E LO SPAZIO MI INFLUENZANO SEMPRE: MI LASCIANO PIÙ A BOCCA APERTA). PENSO CHE IL NOSTRO MODO DI VEDERE IL MONDO, DI CREARE, DI FARE ARTE SCATURISCA DA UN GRANDE PENTOLONE DI TANTE INFLUENZE E NON DALLE QUALI PRENDIAMO SPUNTO PER POI MESCOLARLE INCONSAPEVOLMENTE. A TUTTO CIÒ SI DEVE POI SOMMARE LA NOSTRA VISIONE DELLA REALTÀ CHE È SOLO NOSTRA E DI NESSUN ALTRO. IL MODO IN CUI “VEDIAMO” E PERCEPIAMO IL MONDO È SOLO NOSTRO PERCHÈ SI TRATTA DI RACCONTARE NOI STESSI E, DI CONSEGUENZA, NON POSSIAMO ESSERE UGUALI A NESSUN ALTRO. 

COSA VI SPINGE A REALIZZARE I VOSTRI LAVORI? 

NICOLO': È LA RICERCA DEL RAPPORTO TRA ARTE E SCIENZA. SOSTENGO IN MANIERA CONVINTA CHE, TRA LE DUE DISCIPLINE NON VI SIA UNA LINEA NETTA DI SEPARAZIONE MA CHE IL LEGAME SIA QUANTO PIÙ FORTE OGGI CHE IN PASSATO. PERCHÈ? PERCHÈ LA NOSTRA VITA SI BASA ORMAI SU UN LARGO UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA (CHE POGGIA LE SUE BASI SULLA CONOSCENZA SCIENTIFICA) E LA COMPENETRAZIONE TRA VITA MODERNA E TECNOLOGIA È ORMAI IMPRESCINDIBILE. LA SCIENZA E LA TECNOLOGIA PERVADONO, OGGI, IL NOSTRO MONDO E SE NE STANNO IMPOSSESSANDO SEMPRE PIÙ  FINO AD ESSERE SOSTITUTIVE DELL’ESSERE UMANO. CI TROVIAMO DI FRONTE AD UN PERIODO DI MUTAMENTO EPOCALE: DALL’ESSERE ASSERVENTE LA TECNOLOGIA È DIVENTATA SOSTITUENTE. QUINDI PARLARE DI SCIENZA ATTRAVERSO L’ARTE, MOSTRARNE I PUNTI DI VISTA PIÙ NASCOSTI CREDO SIA UN ATTO FORTEMENTE CONTEMPORANEO. MASSA INFORME DINAMICA MA COESA, SCIENZA ED ARTE SONO IN GRADO, INSIEME, DI PERCEPIRE “LO SPIRITO DEI TEMPI”. È IN QUESTA STRUTTURA DI PENSIERO CHE SI INSERISCE IL MIO LAVORO, LA MIA RICERCA.


VERONICA: VIVO QUESTO MIO TIPO DI FOTOGRAFIA COME UN GIOCO, UN’OCCASIONE PER GUARDARMI DENTRO E DAR VOCE A QUEI LATI CHE ALTRIMENTI RIMARREBBERO NASCOSTI, GUIDATA DALLO STATO D’ANIMO DEL MOMENTO. LA PERFORMANCE È UNA SORTA DI MASCHERA, MI CONSENTE DI SPERIMENTARE, D’INTERPRETARE E CAMBIARE PERSONAGGIO, MI PERMETTE DI SCOPRIRE LE MIE CAPACITÀ E I MIEI LIMITI, ANDANDO OLTRE L’APPARENZA. E’ UN TENTATIVO DI CONNESSIONE CON L’IO.NON C’È NIENTE DI PIÙ SCONOSCIUTO QUANTO IL PROPRIO ESSERE ED È STIMOLANTE E CURIOSO ESPLORARE IN TALE DIREZIONE.


PERCHÉ RITIENETE CHE OGGI SIA IMPORTANTE RIFLETTERE SULLA CITTÀ, SULLE TRASFORMAZIONI URBANE?

VERONICA: E’ NECESSARIO TENER BEN PRESENTE LA FINE DELLE COSE, ESSERE CONSAPEVOLI DEL DOVEROSO CAMBIAMENTO, NON DARE LE COSE PRESENTI PER SCONTATE E CONSERVARE LA MEMORIA ATTRAVERSO GLI INNUMEREVOLI MEZZI CHE ABBIAMO TRA I QUALI OVVIAMENTE LA FOTOGRAFIA. LA CITTÀ É UN PROCESSO E COME TALE EVOLVE. 

NICOLO': SECONDO LE NAZIONI UNITE ENTRO IL 2050 IL 70% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE VIVRÀ IN CONTESTI URBANI, CITTADINI. COME NON AFFRONTARE QUESTO TEMA? SI TRATTA DI DISCUTERE CIRCA IL COME VORREMO VIVERE, COME MIGLIORARE LA NOSTRA SOCIALITÀ A FRONTE DI UNA CONVIVENZA CHE CI LEGHERÀ SEMPRE PIÙ. ECCO ALLORA CHE L’IDEA DI CITTÀ DEVE NECESSARIAMENTE RAPPRESENTARE QUALCOSA DI UTOPISTICO, UNA VERA E PROPRIA TEORIA ECONOMICA O FILOSOFICA CHE PUNTI CIOÈ A UN OBIETTIVO, UN MODELLO. MI VIENE IN MENTE UN’INTERVISTA A PIERLUIGI NERVI, PROGETTISTA, INGEGNERE DEL GRATTACIELO PIRELLI E DI INNUMEREVOLI ARCHITETTURE SPARSE PER IL MONDO. PER LUI LA COSTRUZIONE DI UN PALAZZO, LA PROGETTAZIONE DI UNO SPAZIO URBANO PER LA COLLETTIVITÀ È, INNANZITUTTO, LA CONCRETIZZAZIONE DI UNA PASSIONE CHE GLI MUOVE PRIMA IL CUORE E POI LA MENTE. L’ARCHITETTO, PER IL SUO MODO DI PENSARE, DEVE CONOSCERE NELL’INTIMO DI TUTTE LE SUE PARTI LA CREATURA CHE STA PLASMANDO COSÌ DA RENDERLA ARMONICA ED EFFICIENTE NELLA SUA COMPLESSITÀ. ALLO STESSO MODO, CON LO STESSO ARDORE, GIÒ PONTI DICE “AMATE L’ARCHITETTURA”. DA QUESTE PAROLE EMERGE CHIARAMENTE LA NECESSITÀ INTERIORE DI APPROCCIARSI ALLA LINEA, ALLE FORME, AI PESI DELLE STRUTTURE DAPPRIMA CON L’AMORE CHE SIA HA VERSO UN FIGLIO E POI CON LA RAZIONALITÀ CHE STA ALLA BASE DELLE TECNICHE COSTRUTTIVE. 

 

PARLATECI DEL SIGNIFICATO DEL VOSTRO LAVORO

NICOLO': CON IL PROGETTO “PRESENTE. MILANO. FUTURO.” INTENDO INDAGARE LA QUESTIONE DEL DELICATO RAPPORTO UOMO-NATURA CERCANDO DI RAGIONARE SU QUANTO L’ASPETTO NATURALE DEBBA ESSERE PARTE INTEGRANTE DEI NUOVI CONTESTI CITTADINI. MI SONO FOCALIZZATO SULLA CITTÀ PIÙ VICINA E PIÙ DINAMICA D’EUROPA DELL’ULTIMO DECENNIO: MILANO. IO PENSO CHE NONOSTANTE I GRANDI MUTAMENTI E LE IPERBOLI ARCHITETTONICHE CHE HANNO STRAVOLTO L’ASPETTO DELLA CITTÀ NON SIA ANCORA STATO AFFRONTATO IN MANIERA ESAUSTIVA E CENTRALE IL TEMA ECOLOGICO E DELLA RELAZIONE TRA AMBIENTE ANTROPICO E NATURALE. PIÙ OSSERVAVO E PIÙ SI FACEVA STRADA IN ME LA CONVINZIONE CHE NON CI FOSSE UNA VERA ARMONIA TRA LE PARTI. FINO A CHE HO INTESO, DAPPRIMA, CHE I NUOVI PALAZZI DALLE ARCHITETTURE ESTROSE, ECCELLENTI GIOIELLI DELLA TECNICA SOVRASTAVANO GLI ALBERI E LI SOFFOCAVANO COSTRINGENDOLI IN RECINTI DI CEMENTO. POI, HO CERCATO DI ANDARE PIÙ A FONDO: QUESTI “GREEN BUILDINGS”, PER L’APPUNTO “PALAZZI VERDI”( MA “VERDI” IN QUALE SENSO?), IN CUI È IMPERATIVO APPAGARE LA VISIONE DELL’OCCHIO, MIGLIORANO REALMENTE L'EFFICIENZA ENERGETICA, RISPETTANO LA BIODIVERSITÀ ED INCREMENTANO GLI SPAZI ARBOREI? IL PROBLEMA ECOLOGICO È DAVVERO POSTO AL CENTRO DELLA RIDEFINIZIONE DELLO SPAZIO URBANO? È QUESTO IL DUBBIO CHE MI HA CONDOTTO NELLA RICERCA; RICERCA CHE HA AVUTO LA SUA QUADRATURA, LA SUA SINTESI, L’AMPLIFICAZIONE DELLA DOMANDA CIRCA QUESTO TEMA NELL’EDIFICIO DEL “BOSCO VERTICALE”. ATTRAVERSO LA SUA INTRINSECA NATURA, PER COSÌ DIRE, SI FA PORTATORE DEL TEMA DELLA SOSTENIBILITÀ. GUARDANDOLO CI SI INTERROGA NATURALMENTE SULL’UTILITÀ, SULL’EFFICIENZA, SULL’ECONOMICITÀ DI UNA STRUTTURA TANTO COMPLESSA QUANTO SORPRENDENTE. AL PRIMO SGUARDO PARE DI TROVARSI DI FRONTE A UN VERO E PROPRIO ALBERO, MA DIETRO AD UN’ESTETICA BEN CONGEGNATA ESISTE REALMENTE UN’ANALOGIA?

 

VERONICA: MI ATTRAE L’IDEA DI RENDERE NUOVAMENTE APPREZZABILE CIÒ CHE NORMALMENTE NON VIENE PIÙ OSSERVATO. LE COSE ABBANDONATE CHE, PER LO STESSO TERMINE, NON SONO PIÙ FRUTTO DI ATTENZIONE, VENGONO COSÌ RISCOPERTE, RIVELANDO UNA LORO BELLEZZA COMPLETAMENTE NUOVA. SONO LO SPETTRO DI UNA VISIONE ILLUSORIA IN QUESTO PRESENTE INCONSISTENTE, DATO CHE NULLA È ETERNO.

 

UN LIBRO CHE CONSIGLIERESTE?

 

NICOLO': UN LIBRO CHE MI STA MOLTO A CUORE E CHE RIFLETTE L’IMPORTANZA DELL’AMBIENTE E COME LA SUA CONFORMAZIONE, LA SUA ESSENZA E LE SUE PECULIARITÀ PORTINO A PLASMARE NOI STESSI, IL COMPORTAMENTO CHE ABBIAMO VERSO GLI ALTRI E VERSO LA NATURA. “IL GATTOPARDO” DI TOMASI DI LAMPEDUSA. 

 

VERONICA: IL MIO! IL CONDOMINIO (STRATI DI ME), RACCONTA PROPRIO DI TUTTO QUESTO. STRATI DI STRUTTURA COME STRATI DI COSCIENZA, UN’ESPLORAZIONE DI SENSAZIONI IMPRESSE E TRASCRITTE IN QUESTA PALAZZINA DOVE IN OGNI STANZA, SI SVELA UNA STORIA A SÉ. LA NARRAZIONE È TUTTA DA SCOPRIRE!


COSA VI AUGURATE PER IL PROSSIMO FUTURO?
 

NICOLO': PENSO CHE IL FUTURO DEBBA NECESSARIAMENTE INTRECCIARSI CON IL PROBLEMA ECOLOGICO. OGGI, LO SPAZIO URBANO DEVE NECESSARIAMENTE TENERE IN CONSIDERAZIONE L’UOMO E L’AMBIENTE NON COME DUE REALTÀ INDIPENDENTI MA COME DUE PARTI INTEGRANTI DI UNA SOLA REALTÀ. SI TRATTA SOSTANZIALMENTE DI RIDEFINIRE IL RUOLO DELL’UOMO. NOI, COME UOMINI, NON CI TROVIAMO AL CENTRO DEL MONDO MA SIAMO PARTE DI QUELLA NATURA CHE PENSIAMO DEBBA SERVIRCI. QUESTO MONDO È ENORMEMENTE PIÙ VIVO DI QUANTO CI IMMAGINIAMO, RESPIRA E SI MUOVE E MUTA ANCHE SE NON CE NE ACCORGIAMO. ANZI, OGGI, CE NE STIAMO ACCORGENDO. NOI, DI NUOVO, NON SIAMO I PADRONI. E, COME QUALCOSA DI INDESIDERATO, POSSIAMO ESSERE ESPULSI. COSÌ! NEL GIRO DI QUALCHE MESE. NON SERVONO MILLENNI. MI ASPETTO CHE SIA QUESTA CONSAPEVOLEZZA A PROGETTARE LE SOCIETÀ DI OGGI E DI DOMANI. UN DOMANI CHE NON DEVE ESSERE TRA DECENNI MA OGGI.

 

VERONICA: UN VIAGGIO, CHE SIA ESSO OLTREOCEANO O INTERIORE, STIMOLANTE E CONSAPEVOLE CHE MI PERMETTA DI CONSOLIDARMI COME ARTISTA.

 

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