Considerato uno dei libri fotografici più importanti nella storia, Ravens fu pubblicato per la prima volta nel 1986.  La serie di lavori è stata fatta tra il 1975 e il 1986 a seguito di un divorzio e apparentemente è stata innescata da un triste viaggio in treno per la sua città natale. I paesaggi costieri dell'Hokkaido fanno da sfondo alle sue fotografie profondamente oscure e impressionistiche di stormi minacciosi di corvi. L'opera è stata interpretata come un'allegoria del Giappone del dopoguerra.

In una serie fotografica del 2004 (in tempi lontani dalle facili manipolazioni digitali) intitolata Self Portrait Suspended Sam Taylor-Wood si mostra in mutande e maglietta sospesa nell’aria all’interno del suo studio. Le immagini lasciano supporre che l’artista sia appesa alle travi del soffitto, ma nessuna corda o sostegno è visibile, rievocando in tal modo la figurazione di ascensione e discesa nella pittura religiosa. 

Le magiche storie di Paolo Ventura partono sempre dal reale per arrivare alla morbidezza della dimensione onirica. Ventura non si accontenta della realtà così come è e la ricostruisce su misura, esattamente come si può confezionare un abito. I paesaggi malinconici punteggiano il suo linguaggio che si fa sempre più preciso e definito, tanto nella ricostruzione delle scene, quanto nella capacità di ricreare situazioni cariche di emozioni e di rimandi.

Il lavoro di Valentina va incluso tra quelli della staged photography, e cioè quella corrente della fotografia contemporanea che tende a ricreare situazioni apparentemente naturali benché conseguite in maniera del tutto artificiale, dove l’artista è regista ancor prima di fotografo. Dopo aver scelto le pene dei dannati che più stimolano la sua immaginazione, Valentina ha selezionato gli attori all’interno della sua comunità, il paese di Tolfa (Lazio). 

Please reload