VIAGGIARE OGNI VOLTA CHE SI ESCE DI CASA

a volte per raccontare storie non si deve percorrere nessuna distanza

“In fondo in ogni visitazione dei luoghi portiamo con noi questo carico di già vissuto e già visto, ma lo sforzo che quotidianamente siamo portati a compiere, è quello di ritrovare uno sguardo che cancella e dimentica l’abitudine; non tanto per rivedere con occhi diversi, quanto per la necessità di orientarsi di nuovo nello spazio e nel tempo”.

Luigi Ghirri, 1989

 

 

VIAGGIARE OGNI VOLTA CHE SI ESCE DI CASA
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Con questa seconda consegna sperimenteremo come si possono raccontare storie su ciò che è molto vicino a noi, trasmettendo comunque la sensazione di andare molto lontano. E' una delle cose più difficili da fare, riuscire a meravigliarci di ciò che ci circonda, stupirci di ciò che vediamo ogni giorno - quello a cui siamo abituati e assuefatti. Eppure, per chiunque non viva la nostra realtà, la nostra città, le strade, le storie che circondano, il luogo in cui ci troviamo, possono sembrare lontane e esotiche, o persino il contrario: vicine e familiari, pur mostrando e raccontando luoghi mai visti. 

Per questa consegna non utilizzerete più materiale già esistente come nella precedente, ma lavorerete sulla produzione di una serie nuova, realizzata per l'occasione

Per poterlo fare il primo passo è sospendere ogni giudizio. Niente deve più sembrarvi a priori banale, brutto, noioso, poco interessante. E viceversa, nulla sarà sensazionale, bello, entusiasmante, solo perché qualcuno lo ha detto o scritto prima di noi. 

Innanzitutto, dovete trovare una storia.

Una curiosità che risvegli in voi la voglia di fare ricerca, nel luogo in cui vi trovate. Non deve essere necessariamente una grande storia, ma deve essere qualcosa che vi affascini e soprattutto che non conoscete. La sensazione che dovreste provare è un pò quella di essere esploratori in cerca di un qualche tesoro sepolto, di un mondo sommerso, nella vostra città o nei luoghi che vi circondano.

Una volta trovata questa storia, dovrete utilizzare la vostra immaginazione.

Svegliatevi una mattina e immaginate di trovarvi in quella casa che è la vostra casa, solo come forestieri: di passaggio. Immaginate di abitare quella casa solo per pochi giorni, e di essere viaggiatori interessati al territorio, di essere lì per realizzare un progetto fotografico, per poi ripartire subito dopo. In questo modo non darete per scontato il tempo trascorso a realizzarlo, vivrete il presente come unico momento per lo svolgimento del vostro lavoro, e infine godrete dell'esperienza come se foste davvero in viaggio....

non male, no?!

 

COME PROCEDERE PASSO A PASSO PER COSTRUIRE LE BASI DEL SECONDO PROGETTO:


 

1) Trovate una storia. Può essere un aneddoto, un fatto storico curioso, un luogo bizzarro, una ripetizione, qualcosa che vi affascina e che avete nel cassetto da un pò o in cui inciampate in questi giorni. Forse è qualcosa che avete già in mente di fare da molto tempo, o forse emergerà facendo ricerche, sfogliando libri, documentandovi sul web, chiedendo a persone legate al territorio, a familiari, a esperti di settore...
 

2) una volta individuata la storia su cui volete focalizzarvi, prendete il quaderno e scrivete fonti, spunti, citazioni, aggiungete mappe, informazioni, numeri utili, disegni, pensieri, tutto ciò che in questa frase preliminare vi viene voglia di annotare. Poi, pianificate il momento in cui trasformarvi in "viaggiatori" nella vostra città o realtà territoriale. Può trattarsi di un'unica giornata, di varie giornate o momenti di giornate diverse ritagliate, o ancora di altre forme di tempo. L'importante è che lo pianifichiate sin da subito, mettendovi in agenda i vostri appuntamenti con voi stessi. Cercate di non mancare a quegli appuntamenti, un pò come se aveste a disposizione solo quel tempo prima di ripartire. Un pò come se aveste- letteralmente - acquistato un biglietto aereo non rimborsabile!

 

3) date un titolo provvisorio al vostro progetto.
 

4) se potete, fate un primo sopralluogo, per poi prendervi un momento per immaginare cosa fare: recatevi nei luoghi designati per il vostro progetto e create appunti visivi da aggiungere al quaderno e da commentare con appunti, disegni, altro materiale recuperato lungo il percorso.

 

5) provate a utilizzare un mezzo fotografico differente da quello che siete soliti utilizzare. Usate sempre la reflex? provate con il telefono. Oppure recuperate una vecchia polaroid, o ancora girate un video e ricavatene dei fotogrammi. Oppure, se volete mantenere la sicurezza del vostro strumento, provate a cambiare qualcosa rispetto al consueto modo di realizzare immagini, dandovi un piccolo spazio di manovra: per esempio, scattare foto estremamente colorate, lavorare solo nella penombra, mettere un filtro circolare o un prisma davanti alla macchina fotografica per creare in ogni immagine un'interferenza, o ancora, qualsiasi cosa vi venga in mente che vi faccia uscire dalla vostra zona di comfort. 

5) Assieme ai testi, alle mappe, ai disegni, alle immagini d'archivio, o a qualsiasi altra cosa abbiate individuato, postate la vostra idea nella gallery sezione "Secondo Progetto". Selezionate le immagini da voi prodotte più adatte ad essere discusse: dalle 10 alle 15 immagini massimo, in formato web, leggero. 

 

6) Pubblicate la vostra idea entro lunedì, anche se non è completa andrà bene e sarà occasione per discuterla e affinarla. Ricorda, come hai imparato nella prima settimana, che la progettualità fotografica non si ferma al semplice 'click', ma va ben oltre...

7) attendi il feedback mio e degli altri partecipanti e se ti va prendi nota delle nostre osservazioni e vedi se possono esserti utili per accrescere il lavoro fatto.

 

Per qualsiasi dubbio potete scrivere a percorsifotosensibili@gmail.com e riceverete risposta appena possibile!


 

CRITERI CONSIGLIATI PER LA SELEZIONE DELLE IMMAGINI

 

  1. scegliere le immagini che contengono i messaggi più importanti per la persona che si è ora, non le più belle.

  2. Creare una sequenza, un ordine che abbia un inizio e una fine. Come cambiano le immagini dall'inizio alla fine?

  3. Mi riconosco nelle immagini? Se la risposta è no, è perché le immagini sono viventi come noi, e cambiano, come noi. Come possiamo aggiornare le immagini al nostro cambiamento?

  4. Cercare le immagini con messaggi contrastanti e aperte all'interpretazione

  5. scegliere anche le immagini “disturbanti” cercando di capire perché vi disturbano tanto...

  6. scegliere foto sospese, come se avessero “fermato il tempo”, o immagini filmiche, che sembrano fotogrammi di una sequenza, o che custodiscono un'azione e sembrano in movimento. O ancora immagini “acroniche” che sembrano cioè ferme nel tempo, immortali come quadri.

  7. Scegliere immagini in cui gli elementi comunicano fra di loro creando un nuovo senso.

  8. Scegliere immagini in cui sentiamo il legame con il passato, con persone della nostra vita, con noi stessi.

  9. Scegliere immagini icona, modelli e riferimenti che riconosciamo nell'immaginario collettivo. Anche se ci sembrano immagini-cartolina