VOLER

 

Molto spesso la visione che abbiamo della realtà è condizionata da quello che ci hanno fatto credere che fosse. I retaggi culturali, sociali e famigliari ci hanno fatto vedere il mondo da punto di vista predefinito e da questo derivano le nostre convinzioni, i nostri valori, ma anche e soprattutto le nostre paure: le presenze oscure che limitano le nostre scelte.

Eppure andando oltre le apparenze, spostando lo sguardo, scopriamo che il mondo è qualcosa di diverso, e le presenze oscure sono solo maschere. I limiti sono superabili. La libertà e la felicità sono sempre state li, a disposizione, solo non potevamo vederle.

Così nasce “voler” dal francese “volare", ma anche “rubare”: questo duplice significato si fa qui metafora della nostra incapacità di guardare con occhi liberi la realtà e dell’apparente impossibilità di volare dove i nostri sogni ci potrebbero condurre.

 

Ho scelto il Luna Park, un luogo dove si mette in pausa la vita, con i suoi pensieri e le sue preoccupazioni, per regalarsi degli attimi di gioia. Dove si creano i bei ricordi. Luna Park quindi come metafora del mondo, della realtà rappresentata con i suoi mostri e le sue paure, e che grazie alle sue giostre si fa mezzo per passare ad un’altra dimensione, dove possiamo vedere finalmente il mondo con i nostri occhi.