CASA E' DOVE GUARDI QUANDO TUTTI CREDONO CHE A CASA TU CI SIA GIA'

Quando i miei genitori si separarono, ci trasferimmo dalla città nel piccolo paese d'origine di mia madre, distante circa 500 km dal luogo che definivo casa. L'ultimo anno in città fu caratterizzato da un grande senso di vuoto. Trovavo ristoro solo davanti al mare, nel silenzio, nella solitudine. Nel rumore delle onde sui sassi, nelle infinite sfumature di blu che confondevano mare e cielo. Crescendo quel senso di vuoto non mi ha mai abbandonata. Ho camminato tanto da allora cercando la mia strada. Ho cambiato città, paese, nazione, senza mai appartenere a nessun luogo e appartenendo a tutti contemporaneamente. L'unica certezza è che mi ricompongo solo davanti al mare, al suo incessante movimento.

 

Ho cercato di raccontare il mio rituale nella convinzione che l’acqua pulisca i pensieri, che il rumore del mare attutisca il rumore interiore. I disegni incontrano il paesaggio connettendolo alla mia infanzia: a quella bambina, che ancora attende un’onda, e al di là dell’onda, qualcuno come lei.