LA DIDASCALIA

e il testo dentro all'immagine

Ci sono molti fraintendimenti sull'utilizzo della didascalia in fotografia. In inglese quella che noi definiamo 'didascalia' si distingue tra Caption ovvero il titolo e la contestualizzazione della fotografia e Cutline, ovvero una piccola descrizione dell'immagine. 

La didascalia, dunque, è tante cose differenti. Nei suoi usi tradizionali ha la funzione di spiegare il significato o il contesto di una determinata immagine. Per esempio può indicare il luogo e l'anno in cui è stata scattata la fotografia. Può riportare i nomi delle persone fotografate. Può spiegare brevemente la scena che stiamo vedendo. Ma la didascalia è anche quella serie di informazioni in cui generalmente si indicano l'autore, il titolo del proprio lavoro, l'anno di realizzazione e la tecnica utilizzata. Può talvolta anche essere utilizzata per riportare dati biografici dell'autore qualora siano necessari per capire meglio la sua opera. Ecco di seguito alcuni esempi, sfogliate la gallery per capire quanto può variare il suo uso!

Ma quindi è sempre necessario usarla? ci sono delle regole specifiche? E' proprio per questo che ho deciso per questa seconda settimana insieme, di lavorare sul tema delle didascalie. Perché ci sono tanti modi per farle e soprattutto si possono utilizzare come strumento creativo, (come potete vedere hanno fatto alcuni degli autori che vi ho proposto questa settimana).

Intanto cerchiamo di capire quando è necessario usarla e in quali forme:

1) se facciamo una mostra collettiva. 

Se siamo parte di una mostra collettiva ci verrà richiesto di scrivere la didascalia del nostro lavoro, in alcuni casi con un breve testo di accompagnamento che racconti il significato e le nostre intenzioni (ma non sempre). In questi casi verranno richiesti sicuramente:

 

Nome e cognome 

titolo dell'opera, anno di realizzazione

formato in cm

tecnica utilizzata 

Per tecnica, badate bene, non si intende a quanti ISO abbiamo scattato ;))

si intende con quale tecnica di stampa abbiamo realizzato la fotografia o le fotografie che stiamo guardando. 

Ad esempio io in uno dei miei ultimi lavori ho riportato questa didascalia

Silvia Bigi

Guardando con i tuoi occhi, 2018

12 x 18 cm ciascuna (serie di 72)

stampa ai sali d'argento​

2) se facciamo una mostra personale​.

In questo caso le didascalie serviranno a far conoscere i titoli delle nostre singole immagini per distinguerle dal titolo generale del progetto. Magari sono senza titolo, ma andrebbe comunque riportato!

3) se abbiamo bisogno di fare conoscere dettagli importanti delle immagini, perché in questi dettagli è contenuto il senso del mio progetto

Tempo fa vidi la mostra "Andante" di Alex Majoli (questa qui

e mi resi conto che per lui la didascalia aveva un importante compito: quello di specificare il luogo in cui quelle immagini erano state realizzate. Essendo una mostra antologica che in qualche modo riassumeva il lavoro realizzato in una vita, doveva potere ricollocare le sue immagini nel tempo e nello spazio. La mostra infatti non era pensata in ordine cronologico di realizzazione dei suoi lavori, ma come un incontro nuovo delle sue opere, secondo nuove associazioni e composizioni...

4) se vogliamo raccontare cose che le immagini da sole non dicono.

e questo è esattamente quello che vi chiederò di fare in questa seconda consegna. Creare nuove associazioni tra le vostre fotografie e le parole allo scopo di creare una nuova creazione dove il risultato risulta superiore alla somma delle parti di cui è composta. Non vi spaventate. Ci arriviamo per gradi!

Intanto vi mostro questo lavoro che ho realizzato nel 2016. 

Nel 2015 ero a Parigi durante gli attentati di Novembre. Anzi, ero a pochi passi da dove avvennero le sparatorie e il massacro del Bataclan. Avevo con me solo un paio di rullini, precisamente un rullino a colori (a metà) e un rullino in bianco e nero. la notte degli attentati ero paralizzata. Guardavo accadere tutto attraverso i dispositivi, attraverso i commenti e le notizie e attraverso i social network. Soffrivo leggendo tutto quello che accadeva, ma soprattutto mi rendevo conto - essendo lì - di quanto i media strumentalizzassero ogni informazione e di come tutto apparisse differente da come in effetti era. Il giorno dopo camminai per quegli stessi luoghi e scattai alcune fotografie. Mi era impossibile fotografare le persone, il dolore. Optai quindi per la solitudine e il vuoto di una Parigi spettrale, che mai avevo visto prima. E soprattutto per le luci mediatiche, che illuminavano a giorno l'oscurità di novembre. 

Ho dovuto attendere un anno prima di poter mettere mano alle immagini e capire cosa davvero ne volessi fare. e questo è il risultato. Ho accostato le fotografie di quei giorni a immagini del cinema che avevano in qualche modo plasmato il mio immaginario della città di Parigi (sono da sempre una cinefila e amo in particolare il vecchio cinema). E soprattutto ho preso frasi tratte dall'hashtag #prayforparis, molto popolare in quei giorni su facebook. Ho così creato delle didascalie quasi cinematografiche, ma che in effetti erano frasi dette dai miei 'amici social' in quei giorni, reagendo al dolore dell'accaduto.

 

Ed ecco il risultato. il progetto si chiama - appunto - Pray for Paris. 

Ci sono infiniti modi di associare un testo all'immagine.

Il maestro indiscusso di queste associazioni è senz'altro Duane Michals, ma sempre più autori utilizzano il testo come parte creativa della propria personale ricerca. 

Vi consiglio di seguire e studiare i lavori proposti da

PHOTOCAPTIONIST di Federica Chiocchetti

https://photocaptionist.com/

https://www.instagram.com/photocaptionist/?hl=it

un portale web volto proprio a mostrare le più interessanti conseguenze dell'incontro tra fotografia e scrittura.

e ora:

COME PROCEDERE PASSO A PASSO PER COSTRUIRE IL NOSTRO PROGETTO

1) Per primo scegliamo per COSA creare didascalie. Può essere un lavoro già esistente, oppure un lavoro che state realizzando proprio ora e che può essere arricchito o completato attraverso l'uso delle parole. Può essere un'idea che vi viene guardando gli autori proposti o sfogliando gli articoli di Photocaptionist. Possiamo scegliere una serie di immagini o un'immagine unica, a nostra discrezione. Anche qui come nel progetto precedente, la serie (o l'immagine) può essere molto datata o recentissima.

2) Ora il tuo compito è immaginare una possibile storia. Può essere qualcosa di personale, che le immagini suggeriscono, può essere la storia dei personaggi che esse contengono. Può essere una nota ironica, un riferimento o citazione a un libro che amiamo. Occorre però fare molta attenzione: si deve creare un'alchimia tra le parole che scegliamo (anche se fossero pochissime) e le immagini su cui decidiamo di metterle. La prima consegna ci obbligava a fare i conti con il solo titolo, rivolgendoci ad una serie pre-esistente. Ora, per chi se la sente ed è pronto, si può avventurare nella progettazione delle immagini e delle parole insieme. 

CONSIGLIO: per chi si sente confuso o è alle prime armi, è meglio continuare, almeno per questa settimana ancora, su immagini che già esistono. Vi obbligherà a concentrare la vostra creatività sulla didascalia e non sulle immagini da produrre, evitando di sovraccaricare la vostra testa ;) 

3) una volta che hai individuato il contenuto testuale da associare alle immagini decidi con grande attenzione come vuoi costruire la parte grafica del tuo lavoro. Innanzitutto, vuoi scrivere a mano o a computer? 

perché? non scegliere semplicemente sulla base della tua grafia o di ciò che ti è più comodo e risulta più semplice e immediato! ma sulla base del significato che può avere l'una o l'altra strada...

se decidi per la scrittura manuale dovrai stampare le fotografie che vuoi utilizzare con un bordo bianco e scrivere sopra, per poi farne una scansione (o rifotografarle bene). Oppure, se sai usare Photoshop, dovrai scansionare i tuoi testi e poi unirli alle tue immagini direttamente a monitor. Ad ogni modo devi creare qualcosa che abbia senso a livello di contenuto ma che sia anche piacevole a livello estetico e compositivo, quindi occorre impegnarsi un pò ;) 

4) Pubblica nella gallery la tua serie fotografica o la tua immagine singola nella seconda sezione appositamente creata con un titolo e soprattutto con un testo che ci spieghi il pensiero che sta dietro al tuo progetto. Ricorda che per pubblicare la tua serie devi andare a capo ad ogni caricamento immagine (cioè carico una foto, faccio uno spazio, ricarico la seconda foto e così via...) Le immagini non devono essere più di 10 (se sono di più scegli le più rappresentative) e devono essere ridimensionate in formato web, massimo 1000 pixel sul lato lungo. MI RACCOMANDO. TUTTE IN UN UNICO INVIO!!!

5) PUBBLICA TUTTO ENTRO LUNEDI' 18 NOVEMBRE, data in cui verrà assegnato il nuovo progetto per la settimana successiva!

6) attendi il feedback degli altri partecipanti e il mio. Ti aiuteremo a capire se il lavoro funziona o come migliorarlo e rifletteremo insieme sulle tante possibilità, aprendoci alla parte creativa del fare fotografia. 

ALCUNI CONSIGLI IMPORTANTI ​

1) non scrivere testi troppo lunghi e complessi. La didascalia creativa necessita di chiarezza e pulizia. Considera che c'è già l'immagine, e che il testo sta dialogando con essa. Se no leggeremmo un libro ;)​

2) PRENDI SPUNTO

Guarda gli autori che ti consiglio questa settimana per ispirarti. Fai ricerca, e trova la tua ispirazione nelle cose che senti più vicine.​

Se non sei un gran lettore o lettrice puoi pensare ai testi delle canzoni, ad un diario personale, a coordinate geografiche, a parole dette da qualche personaggio in un film.... oppure possono essere storie completamente inventate ispirate alle immagini stesse.

3) CURA MOLTO LA PARTE FINALE

Questo lavoro ci porta a riflettere su come la fotografia non sia immateriale come spesso il mondo di oggi ci fa credere. E' fatta di materia. Anzi, io sono convinta che le immagini non esistano finché non assumono un aspetto materica. Il fatto di dovere scrivere, stampare, scansionare, comporre, è parte importante dell'esercizio. Potete fare anche collage se non siete pratici con gli strumenti tecnologici, non importa. Ciò che importa è dare peso al processo e alla parte pratica, quanto all'idea.