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nov 10

Trafiggendo l'aria con lo sguardo

6 commenti

 

Buongiorno a tutti!

Ho scattato questo foto a luglio, durante una breve vacanza a Parigi. Sono stati giorni di euforia e assoluta libertà: ero sola e (dis)organizzavo il mio tempo come mi andava, istante per istante. Ero ospitata a casa di amici, approfittando di un loro soggiorno fuori città. Una sera ho scoperto questa coppia e l'ho spiata. Il boulevard era abbastanza ampio da non consentire di focalizzare i volti, le espressioni, i dettagli. Così, non mi rimaneva che seguire i gesti visibili, lui che si alzava e fumava, le loro mani sui bicchieri, lei che entrava e portava sul balcone qualcosa da mangiare... Ho cominciato a immaginare semplice il loro dialogo, a interpretare serena la rilassatezza dei loro movimenti...

Dopo una decina di scatti, mi sono ritirata in casa, sentendomi un po' in colpa per quei piccoli furti ma anche felice di quell'incontro benefico, seppure unilaterale.

 

I titoli alternativi che ho formulato:

"Utopia semplice" (partendo da una delle parole per me più "solite": un non-luogo e buon-luogo composto da sfondo, elementi materiali, presenze umane, relazionalità...)

"Quattro specchi e una bicicletta" (ho provato a spostare l'attenzione sullo scenario, quantitativamente dominante rispetto ai due personaggi, in termini di spazio visivo occupato)

"Sovrani inconsapevoli" (sono tornata su di loro: ho voluto bene a quei due, chiunque fossero in quell'istante)

 

Grazie per chi vorrà commentare, aiutandomi!

Roberta

 

 

 

Ciao Roberta, leggendo le opzioni dei titoli e osservando la foto a me è venuto in mente il titolo di un libro di Carofiglio, Testimone inconsapevole, nel senso che tu sei stata testimone inconsapevole del vissuto di questa coppia, seppure per poco tempo. Sarebbe bello se avessi fatto altri scatti su di loro

super consiglio Laura, è davvero azzeccato!

ciao Roberta!

benvenuta in Fotografia e Parola ;)

trovo interessantissimo il racconto che ci fai che parla in un certo senso anche del nostro fare fotografia. L'immagine è da sempre un modo per entrare nella vita degli altri, e nasce spesso dalla curiosità, dal bisogno di vedere.

Truffaut diceva che siamo tutti voyeur, che ogni volta che andiamo al cinema è come se sbirciassimo dal buco di una serratura. E in un certo senso aveva ragione. E allora questo vale anche per l'immagine fotografica, che altro non è che un pezzetto tratto da quel flusso in movimento....

 

A vedere questa foto mi viene in mente un lavoro visto a Paris Photos anni fa che ho molto amato,

questo qui

 

https://www.gailalberthalaban.com/OUT-MY-WINDOW/Vis-%C3%A0-Vis,-Paris/1/thumbs

 

In pratica l'autore decideva la sua 'veduta' nelle vite degli altri. lasciava un biglietto ai vicini dicendogli che alla talora del tal giorno li avrebbe fotografati. La cosa più interessante di questo lavoro è quindi che le persone che noi vediamo nelle immagini, intente a vivere le loro vite nei loro spazi privati, sanno in realtà di essere riprese. Questo rende il tutto meno vero?

io credo proprio di no, perché stanno INTERPRETANDO SE STESSI, lasciando di sè l'immagine che scelgono di lasciare. Infondo indossiamo sempre delle maschere, assumiamo dei ruoli, e loro lo stanno solo facendo consapevolmente..

 

a parte questa digressione, mi viene poi ovviamente in mente il film La finestra sul cortile di Hitchcock

 

 

 

 

che in un certo senso ha consacrato proprio questo discorso.

 

Dei titoli che proponi quello che hai scelto - Trafiggendo l'aria con lo sguardo - è forse il migliore.

Forse preferirei l'infinito del verbo. Quindi "trafiggere l'aria con lo sguardo", come un'azione generale, e non troppo descrittiva. Fa percepire bene la tua posizione, il tuo sguardo sulla loro vita.

 

Ma devo dire che il titolo che ti suggerisce @Laura è ancora più adatto. Testimone Inconsapevole. E in sé riassume perfettamente tutto il tuo discorso, cioè questo senso di profanazione, questo entrare in punta di piedi, non potendone quasi fare a meno, ma senza volere di fatto rubare il senso sacro di ciò che stai vedendo.

 

 

Se posso consigliarti, io la serie la creerei con tutti gli scatti che gli hai fatto, anche se si assomigliano molto. Li farei piccoli e in sequenza, come fossero proprio fotogrammi.

Anche io preferisco il titolo di @Laura Gramantieri, anche se poi, come testimone non sei affatto inconsapevole. Il verbo trafiggere è un po' aggressivo.

Anche io sceglierei Testimone Inconsapevole. E sarei curiosa di vedere gli altri scatti!

Grazie a tutti! Il ruolo di "testimone" mi sembra davvero pertinente; "inconsapevole" invece mi pare travisi la realtà... forse consentendomi di sentire meno "aggressivo" il mio sguardo, che ha attraversato l'aria che riempiva, quella sera, il boulevard, come un fossato attorno al castello in cui si muovevano il principe e la principessa, fossato che, silenziosamente e del tutto consapevolmente, ho scavalcato (come la fisica mi ha consentito!)... La consapevolezza attiene pertanto al mio sguardo e alla traccia che ho trattenuto; l'inconsapevolezza, come ignoranza, attiene al contenuto della testimonianza: una coppia? due amici? fratello e sorella? anime felici? tormentate? annoiate? serene? in attesa del giorno dopo? immerse nel ricordo del giorno prima o di quello ancora prima?... Recupero gli altri scatti... Grazie!

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  • ...e comunque Luce Nelle mitologie, soprattutto indeuropee, la luce assume spesso un significato cosmogonico, che si esprime chiaramente in opposizione alle tenebre. Così nei miti vedici l'apparizione di Ushas, l'aurora, allude all'origine stessa del cosmo che emerge dal caos dell'oscurità. Sempre determinante è stata la parte della luce nella credenza dei popoli d'interesse etnologico, che alla luce lunare attribuiscono una potente influenza sulla vita vegetale; in particolare si pensa che la luce della Luna piena aiuti la crescita delle alghe e di altre piante marine, mentre quella del Sole in genere influenzi la vegetazione terrestre. Ho scelto questo titolo e descrivo il significato di luce nel senso mitologico, in quanto nella nostra vita, nelle nostre giornate il buio lo associamo a un aspetto negativo e ci instristisce. Ma se ci fermiamo ad osservarlo sicuramente troviamo un lato positivo quello della luce sia che essa sia naturale o artificiale, ci permette di vedere particolare che a luce piena non si noterebbe. Così nella vita per superare le difficoltà si deve cercare quella luce interiore che si fa risolvere le difficoltà... scoprendo nuova forza in noi.