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nov 9

Passare la notte

5 commenti

 

Il sogno ci parla di noi, di ciò che manca nella nostra vita, di ciò che evitiamo, delle parti di noi che abbiamo alienato.

Il sogno è l'espressione più spontanea dell'essere umano e per questa prima consegna ho "rispolverato" una vecchia serie senza titolo a cui sono molto affezionata per il tipo di emozioni che mi suscita.

La serie prevede una sequenza di scatti in bianco e nero raffiguranti una danza: una danza macabra forse o forse un rito di consultazione dei defunti, forse un ritrovo tra spiriti.

Protagonista del sogno è una bambina che viene trascinata al centro di questa folle danza.

Il sogno (incubo?) termina quando una mano tesa verso la bambina, caduta a terra, lascia presagire un imminente risveglio.

 

Per trovare un titolo ho iniziato la mia indagine sugli antichi rituali legati ai sogni e sono rimasta affascinata dal rituale di sogni di "incubazione" che consisteva nel dormire in un'area considerata sacra al fine di sperimentare in sogno rivelazioni sul futuro o ricevere cure o benedizioni.

Rituali di incubazione si conoscono già in epoca sumerica (4000 a.C.): la pratica richiedeva che un sognatore scendesse in un luogo sacro sotterraneo, dormisse una notte sognando e andasse da un interprete a raccontare il sogno, che di solito rivelava una profezia.

In Nordafrica la pratica dell'incubazione è tuttora molto vivace e il nome che la designa più frequentemente è ASENSI (in Kabylie, Algeria- ad esempio) che deriva dal verbo ens "passare la notte".

 

Ho intitolato la serie "passare la notte" perché ho ritenuto fosse evocativo del percorso che secondo me dobbiamo fare come esseri umani per andare a ri-connetterci con il nostro nucleo centrale, quello più antico, ancestrale.

Lo stesso percorso che dovremmo fare come società in un mondo moderno che non dà più la giusta importanza ai rituali e che si impegna, costantemente, ad occultare la parte "oscura" che appartiene ad ognuno di noi e al genere umano in generale; ottenendo, di fatto un risultato opposto e contrario, quello di fare emergere il male ancor più violentemente.

 

Per dare coerenza alla serie ho virato in bianco e nero anche l'ultimo scatto, pensato originariamente a colori (immagine che aggiungo in tutte e due le versioni) che aveva come intenzione quella di evocare la luce del giorno nuovo che nasce e contemporaneamente una idea più generale di "risveglio/rinascita".

 

titoli scartati:

asensi

ens

incubo

risveglio

danza del risveglio

incubazione

quando va via il sole vuoi ballare?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ciao Manuela

 

e benvenuta in Fotografia e Parola!

le tue riflessioni sul sogno e sui rituali perduti mi è molto caro. Ogni anno tengo un laboratorio a Milano che si chiama La materia del sogno, in cui con i partecipanti usiamo i sogni notturni come materia creativa, per sviluppare progetti fotografici, portando quindi l'impalpabile alla materia. ed è sempre sorprendente scoprire quanto sia ricco, profondo e purtroppo sottovalutato quel mondo!

 

non so se conosci il lavoro di un'artista che si chiama Susan Hiller. Fece quest'opera, chiamata Dream Mapping, in cui come in una performance fece dormire tutti insieme per raccogliere i sogni e utilizzarli come materia artistica. Ti allego qualche immagine qui sotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tornando alla tua serie:

 

mi piace molto questa riflessione che fai

Ho intitolato la serie "passare la notte" perché ho ritenuto fosse evocativo del percorso che secondo me dobbiamo fare come esseri umani per andare a ri-connetterci con il nostro nucleo centrale, quello più antico, ancestrale.
Lo stesso percorso che dovremmo fare come società in un mondo moderno che non dà più la giusta importanza ai rituali e che si impegna, costantemente, ad occultare la parte "oscura" che appartiene ad ognuno di noi e al genere umano in generale; ottenendo, di fatto un risultato opposto e contrario, quello di fare emergere il male ancor più violentemente.

questa metafora, questa relazione fra il rituale fotografato e la società in cui viviamo, penso sia l'aspetto fondamentale della tua serie. Ma come renderlo attraverso il titolo?

 

A me, di quelli proposti, piaceva molto ASENSI. perché é una parola specifica per esprimere appunto la pratica perduta nella nostra società, e simbolicamente questa perdita di connessione con il nostro mondo più profondo. Ma allo stesso tempo ci porta lontano. In fondo, quello che stiamo vedendo nelle immagini, non è nord Africa. O sbaglio?

Forse per dare il titolo alla serie sarebbe molto importante capire dove sono state scattate le immagini. A che luogo si riferiscono.

 

Passare la notte è un titolo affascinante, poetico, e anche provocatorio, ma mi manca come un qualche legame con il rituale che sto vedendo. Mi descrive piuttosto l'azione dell'incubazione che però di fatto non sta accadendo nelle immagini. Forse è il sottotitolo, e gli manca qualcosa? sento di avere bisogno di questo dettaglio comunque per meglio comprendere la serie.

 

L'idea del bianco e nero è senz'altro vincente perché mi fa concentrare sul rituale come qualcosa che non ha tempo.

 

Forse il titolo giusto per la serie così come ce la proponi è

QUANDO VA VIA IL SOLE

(senza il vuoi ballare)

 

perché in questo modo accomuni i rituali della notte e quelli che lasci intendere con il tuo testo, senza che le immagini debbano necessariamente descriverli. Sì, io forse userei questo.

 

Che dici Manuela? e voi che ne pensate?

 

Sapete vero che Passare a Nuttata significa sperare che un malato non muoia durante la notte...

Le tue foto sono molto suggestive Manuela! E il tema molto stimolante. La parola end mi piaceva molto.."Ens - passare la notte" per me potrebbe essere una proposta.

Concordo con @Consuelo Canducci, le tue foto sono molto suggestive! Anche a me piace molto "ens", ma mi sto chiedendo se ci sono altri termini utilizzati per indicare il concetto di incubazione. In molte culture veniva praticato questo rituale in forme diverse, è possibile trovare alcune radici comuni? O una parola che raggruppi tutti questi rituali? A meno che tu non voglia proprio indicare i rituali che si svolgono in Nord Africa, se è così scusami se mi è sfuggito qualcosa...

Buongiorno a tutti e grazie per i commenti.

@Silvia grazie per i suggerimenti, non conoscevo il lavoro che fai sul sogno e non conoscevo l'artista che hai citato. Studierò.

In riferimento alle immagini, essendo tutto immaginato (non è un rito vero, io l'ho visto così) non penso che il luogo sia importante (le foto sono state scattate a Ferrara, nel 2009, durante un festival).

Mi piace il senso di "passare la notte" che suggerisce @Barbara Liverani che si sposa bene con la mia idea di passare attraverso la notte e uscirne, vivi.

Ammetto che la prima scintilla è scattata con "quando va via il sole vuoi ballare?" e trovo molto efficace Quando va via il sole, che mi rimanda comunque all'idea centrale: quando si spengono le luci e il buio fa il suo ingresso sulla scena è necessario ballare con lui, per poter rinascere ogni giorno. Per sopravvivere come esseri umani.

 

Grazie ancora per questo confronto.

Farò decantare ancora un pò le idee.

 

 

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