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6 giorni fa

Epifanie

6 commenti

Salve a tutti, sono Daniela e per il mio progetto, seguendo le indicazioni di Silvia, ho pensato ad Epifanie come titolo sintetico. Epifania è una manifestazione che deriva da un'attesa, l'attesa che qualcosa appaia o che si avveri.

Il primissimo titolo al quale avevo pensato era "Tutto quello che aspetto". Buona serata

 

 

 

 

 

 

 

5 giorni fa

ciao Daniela!

 

benvenuta in fotografia e parola! e grazie per la condivisione ;)

noi continuiamo a vedere solamente due immagini , se sono di più mandamele via mail e provvederò a postarle qui sotto, mi sembra che tu abbia problemi a condividere la tua serie,

ma se invece si trattasse solo di queste due immagini puoi confermarmelo anche rispondendo qui sotto!

 

Comuque venendo al titolo

fra i due che ci proponi (ma mi piacerebbe avere più opzioni, sapere il tuo percorso mentale e ciò che hai scartato strada facendo per trovare altri agganci) mi piace di più il primo ovvero "tutto quello che aspetto".

Epifanie rimanda sicuramente a qualcosa di più significativo di una semplice attesa, parla di folgorazione, di spiritualità, di consapevolezze. Ma in fondo non si tratta di un'unica azione, quanto di differenti situazioni e persone, accumunate dal tempo che si ferma, e dalla loro presenza che affiora dal buio.

 

Io comunque per capire il titolo migliore avrei bisogno di capire meglio le tue intenzioni e le ragioni che ti hanno spinta a scattare queste immagini, il dove, e il perché per te sono importanti. Questo permetterebbe un'analisi più approfondita e la ricerca di un titolo ancora più tuo.

 

 

 

5 giorni fa

Grazie Silvia per le osservazion! Gli scatti che ho postato fanno parte di una serie (fortuita!) il giorno 19 settembre festa di San Gennaro, patrono di Napoli. Io ero in mezzo ad una folla oceanica e preoccupata perché ho una nuova macchina fotografica e perché non volevo ”invadere” le persone in un momento di preghiera o comunque di attesa, del miracol. Ma c’erano tante situazioni particolari ed espressioni che mi hanno fatto riflettere sull’attesa e sul suo significato: attesa come qualcosa che parte da noi oppure il “miracolo “ inaspettato e risolutore? Queste persone sembrano sospese e pare che dicano a se stesse più che al santo: “...ecco! Tutto quello che aspetto”.

Queste sono altre tre immagini della serie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 giorni fa

ciao Daniela!

 

 

grazie per aver arricchito la serie, ora che si completa con altre immagini la trovo molto più interessante e significativa, sia da un punto di vista estetico che come riflessione sul senso liturgico di quel momento.

Secondo me il DOVE stessi scattando secondo me è fondamentale in questo progetto, più importante del concetto generale.

Quello che scrivi insomma delinea uno scenario in cui identificarci, che va dal PARTICOLARE all'UNIVERSALE (e questo passaggio lo trovo uno dei più importanti nel fare progettualità, nel raccontare storie, con la fotografia ma anche con altri mezzi).

 

detto questo allora io forse chiamerei la serie

 

SAN GENNARO

tutto quello che aspetto

 

cioè usando tutto quello che aspetto come sottotitolo.

leggo anche su wikipedia che

Il nome Gennaro è molto diffuso in Campania e risale al latino Ianuarius che significava «consacrato al dio Giano» ed era in genere attribuito ai bambini nati a gennaio (Ianuarius), mese sacro al dio.

allora si potrebbe anche chiamare

 

IANUARIUS

tutto quello che aspetto

 

che ne pensi?

5 giorni fa

Mi piace molto e mi invita ad ulteriori riflessioni. Grazie Silvia!

4 giorni fa

Una serie carica di espressività @Daniela! Mi ha colpito molto un quesito che ti sei posta: [le espressioni] "mi hanno fatto riflettere sull’attesa e sul suo significato: attesa come qualcosa che parte da noi oppure il “miracolo “ inaspettato e risolutore?". Credo che "Tutto quello che aspetto" funzioni molto bene per riflettere questa tua domanda!

4 giorni fa

Grazie mille Manuela! Osservando e fotografando (di nascosto) quelle persone mi sono resa conto che la loro attesa era anche la mia, muta e intensa.

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  • ...e comunque Luce Nelle mitologie, soprattutto indeuropee, la luce assume spesso un significato cosmogonico, che si esprime chiaramente in opposizione alle tenebre. Così nei miti vedici l'apparizione di Ushas, l'aurora, allude all'origine stessa del cosmo che emerge dal caos dell'oscurità. Sempre determinante è stata la parte della luce nella credenza dei popoli d'interesse etnologico, che alla luce lunare attribuiscono una potente influenza sulla vita vegetale; in particolare si pensa che la luce della Luna piena aiuti la crescita delle alghe e di altre piante marine, mentre quella del Sole in genere influenzi la vegetazione terrestre. Ho scelto questo titolo e descrivo il significato di luce nel senso mitologico, in quanto nella nostra vita, nelle nostre giornate il buio lo associamo a un aspetto negativo e ci instristisce. Ma se ci fermiamo ad osservarlo sicuramente troviamo un lato positivo quello della luce sia che essa sia naturale o artificiale, ci permette di vedere particolare che a luce piena non si noterebbe. Così nella vita per superare le difficoltà si deve cercare quella luce interiore che si fa risolvere le difficoltà... scoprendo nuova forza in noi.