© 2018 Percorsi Foto-sensibili di Silvia Bigi

  • Facebook Clean
nov 9

DA PICCOLA MI CHIAMAVANO "PREZZEMOLINO DALLE LUNGHE TRECCE"

8 commenti

Modificato il: nov 9

 

Il progetto nasce dopo una ricerca sul mio albero genealogico, in particolare mi hanno colpito i racconti di mia nonna, che si è appassionata con me nelle ricerche e mi ha raccontato un po' della sua vita. Dopo questi racconti la mia visione di lei è cambiata, era la mia eroina! E da qui l'idea di volerla raccontare in maniera un po' non ordinaria, proprio come è la visione che ho di lei. Sono partita da una serie di aggettivi che la definiscono (aggettivi in positivo). Alcuni di questi aggettivi mi hanno suggerito degli scenari in cui rappresentare mia nonna. Così per esempio nella definizione di "puntuale" ho immaginato che lei diventa le lancette dell'orologio o nella definizione di "coraggioso" lei diventa un valoroso cavaliere.

Ho rappresentato queste scene fotografando mia nonna e disegnando direttamente sulle foto. Mia nonna è stata davvero collaborativa e ci siamo divertite un sacco! :) L'idea finale è quella di avere immagine e didascalia dell'aggettivo presa pari dal dizionario sullo stesso piano, immagine a sinistra e aggettivo a destra.

Vorrei realizzare altre scene, in totale 10-12, ma al momento ho solo queste..e non so se davvero tutte possano funzionare.

 

 

 

Puntuale: che arriva all'ora stabilita, senza ritardare. Anche nelle date stabilite, nelle scadenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

Laborioso: dedito attivamente al lavoro. Dotato di capacità e diligenza nel lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Coraggioso: di persona che ha coraggio e lo dimostra nei fatti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Energico: di persona che è dotata di energia morale, di volontà ferma e risoluta, opera con energia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Curioso: desideroso di conoscere, di sapere, di vedere, di sentire per istruzione e amore della verità o per indole.

 

 

 

 

 

 

 

Dinamico: che imprime movimento. Contraddistinto da molto movimento, operoso.

 

 

 

 

 

Il titolo precedente era "indovina chi" come per far vedere le diverse caratteristiche della stessa persona, ma non lo trovavo efficace. I titoli a cui ho pensato in questa settimana sono:

1. Nonnavventura 2. Vita da nonna

3. Da piccola mi chiamavano "Prezzemolino dalle lunghe trecce"

1. è quello che mi convince di meno, è un po' troppo vago e commerciale.

2. nella sua semplicità e quasi banalità in qualche modo mi piace perché contrasta con le foto.

3. è quello che mi piace di più, è una frase che mi ha detto mentre raccontava di sé ed è come se il mio desiderio di rappresentarla fosse partito dalle sue parole.

ciao Roberta,

 

benvenuta in Fotografia e Parola.

Ma che bella serie che ci proponi!!! è un lavoro dolce e divertente, ma soprattutto ben fatto.

Adoro le scene e come le hai sviluppate (bellissimi i disegni aggiunti nell ultima immagine, stupendo l'orologio!). trovo anche molto azzeccate le definizioni da dizionario come contrappunto 'logico, razionale' a una serie immaginifica e leggera.

Secondo me potrebbe anche essere un lavoro che puoi approfondire per la seconda consegna, cioè quella che parte domani. Poi vedrai tu ;)

 

Nonnavventura e vita da nonna non mi convincono, sembrano un pò un cartoon o una serie per teenager ;)

Prezzemolino è simpatico e soprattutto come dici tu è la genesi di tutto il tuo lavoro,

Però solo prezzemolino mi rimanda ancora una volta alla fiaba mentre tutta la frase, è davvero difficile da tenere a mente e secondo me troppo lunga.

Allora forse, tenendo questo titolo, opterei più per un "Mi chiamavano Prezzemolino".

Insomma una sana via di mezzo fra il nomignolo e basta e l'intera frase pronunciata da tua nonna.

Io però continuerei a fare ricerca, ovvero. L'aspetto che più amo della serie è il contrappunto tra la serietà delle definizioni da dizionario e le immagini fantasiose e ilari.

E allora perché non dare ancora una volta un titolo più 'scientifico', da dizionario?

non so, qualcosa che c'entri con la definizione linguistica di nonna.

 

Ne sparo qualcuno a caso, giusto per darti l'idea della direzione

 

Nonna [singolare femminile]

Nònna (cioè con l'accento sulla o come da dizionario)

Nònna s.f

 

Insomma una cosa così. Nonna è un nome tanto tenero, fa parte probabilmente delle prime parole di ognuno e nessuno si sognerebbe mai di cercarlo nel dizionario o di considerarlo come vocabolo.

Ma mi farebbe sorridere come titolo, riaprendo quella duplicità di cui parlavamo.

 

Oppure una serie di nomi per dire nonna in tutte le lingue, anche.

 

Ecco, sì, lo preferirei sicuramente, perché l'aspetto fiabesco, intimo, e personale è già ampiamente espresso nelle immagini.

 

Cosa ne pensi? e cosa ne pensate?

Ma che nonna hai???? Che serie! Mi sono divertita tantissimo! Complimenti! Però questa è quasi una SuperNonna da fumetto!

Anche a me piace molto "mi chiamavano Prezzemolino" oppure "la chiamavano Prezzemolino" dato che sei tu che racconti di tua nonna.. ;)

Ciao Roberta! Bellissime!!! Davvero brava e creativa. D'accordo con Silvia, Nònna lo trovo super calzante. Semplice ma allo stesso tempo non banale.

Grazie Silvia, grazie a tutte per i commenti e consigli, mi fa molto piacere che l'idea vi sia piaciuta!

Effettivamente non avevo pensato a un'opzione di titolo più serio e formale, ma ci sta! Così a primo impatto mi piace Nònna s.f. perché è la modalità in cui pensavo di scrivere le definizioni a fianco alle foto. Ma vado avanti con le ricerche!

 

Sì Silvia, mi piacerebbe continuare a portare avanti questo progetto anche nelle prossime consegne!

5 giorni fa

Ma che bella serie @Roberta! Tu e la tua nonna mi avete strappato un sorriso in questa mattina grigia!!! Anche secondo me Nònna funziona: semplice ma potente, proprio come la tua nonna! :-)

Ma quanto mi sono divertita!?!

Bellissima la collaborazione con la nonna, idea davvero interessante.

I post più recenti
  • Questa è la casa, l'entità che vaga, l'identità che cerca. Presenze assenti Re-visione
  • Queste foto sono parte di un piccolo racconto fotografico realizzato nell’area grecanica di Reggio Calabria. Avevo la necessità di raccontare la produzione vitivinicola di quest’area e ho avuto la possibilità di farlo seguendo le mie inclinazioni espressive. Quella che oggi viene definita area grecanica (per indicare un’area geografica in cui si parla o si parlava il Greco di Calabria) è stato il primo insediamento greco nella penisola calabra. Il vino è diventato un pretesto per raccontare di un passato florido di cui oggi – ahinoi! – si sono quasi del tutto perse le tracce. Qualche informazione per permettervi di contestualizzare un po': - Nella prima immagine gli still life di alcune uve di provenienza greca coltivate attualmente. - La foto della costa ritrae il luogo in cui si dice siano sbarcati i greci nell’VIII secolo a. C. - Nel quaderno, le parole trascritte da una bambina che studia ai corsi di greco di Calabria. - La fiumara nella foto finale è l’Amendolea, attorno ad essa si sviluppa tutta l’area grecanica, un tempo era navigabile e costituiva l’autostrada dell’antichità. I titoli che ho pensato non mi soddisfano a pieno, probabilmente sono solo un inizio: 1- “Orfani di Dioniso” – mi sembra cogliere il senso del progetto e lo considero la mia scelta provvisoria, anche se forse sarebbe da rivedere… la parola “orfani” mi piace ma mi pare anche un po’ troppo forte. 2- “L’ultima goccia alla terra” – nei templi di Locri Epizephiri ci sono dei “tubi” attraverso i quali si offrivano in dono alla terra latte miele o vino. Oggi, probabilmente solo per una coincidenza, un’usanza che ho osservato (anche se non so quanto sia diffusa o tipica dell’area) nei paesi dell’area grecanica prevede che l’ultima goccia di vino rimasta nel bicchiere venga gettata a terra. 3- “Ancestre” – ricercando l’etimologia della parola “ancestrale” ho scoperto si tratta di una parola di origini francesi, “ancestre” significa antenato. È una parola che mi piace e m’incuriosisce. 4- “K52” – Una piccola aggiunta, è il nome dell’anfora dentro la quale da qui il vino veniva esportato in tutta la penisola italiana e anche oltre. Una piccola aggiunta, mi sembra una parola che possa fare incuriosire.
  • ...e comunque Luce Nelle mitologie, soprattutto indeuropee, la luce assume spesso un significato cosmogonico, che si esprime chiaramente in opposizione alle tenebre. Così nei miti vedici l'apparizione di Ushas, l'aurora, allude all'origine stessa del cosmo che emerge dal caos dell'oscurità. Sempre determinante è stata la parte della luce nella credenza dei popoli d'interesse etnologico, che alla luce lunare attribuiscono una potente influenza sulla vita vegetale; in particolare si pensa che la luce della Luna piena aiuti la crescita delle alghe e di altre piante marine, mentre quella del Sole in genere influenzi la vegetazione terrestre. Ho scelto questo titolo e descrivo il significato di luce nel senso mitologico, in quanto nella nostra vita, nelle nostre giornate il buio lo associamo a un aspetto negativo e ci instristisce. Ma se ci fermiamo ad osservarlo sicuramente troviamo un lato positivo quello della luce sia che essa sia naturale o artificiale, ci permette di vedere particolare che a luce piena non si noterebbe. Così nella vita per superare le difficoltà si deve cercare quella luce interiore che si fa risolvere le difficoltà... scoprendo nuova forza in noi.