© 2018 Percorsi Foto-sensibili di Silvia Bigi

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6 giorni fa

Caterpillar - repost

9 commenti

Ciao a tutti mi chiamo Richard e da qualche anno ho ritrovato la fotografia. Mi presento con un un lavoro ancora incompleto ed in evoluzione. Circa un anno fa sono entrato in una palestra di pugilato, per completare un altro progetto. La mia conoscenza del pugilato era ed è pari a zero, legato prevalentemente alle immagini e storie viste nei film tipo “Rocky” o “Toro scatenato”. Ho conosciuto un mondo, molto diverso da quello che mi aspettavo. Ho trovato ragazze e ragazzi potenti, veloci ed aggressivi sul ring, ma con un grande rispetto delle regole e dell’avversario. Fuori dal ring mi aspettavo ragazzi un po’ bulli ed esibizionisti, invece ho trovato persone, spesso molte timide e altre più estroverse, ma tutte con una grande voglia di riscatto. In questa serie, ho concentrato l’attenzione su una ragazza giovanissima, campionessa italiana della sua categoria. Sono stato colpito da questa e da altre ragazze, perché mai avrei pensato di trovare tante donne in una palestra di pugilato che “menano” come o addirittura più degli uomini. Anna, la ragazza ritratta nelle foto, si allena quasi esclusivamente con gli uomini sul ring, perché le altre donne non sono in grado di tenerle testa. Proviene da una situazione famigliare difficile e complessa, che sto ancora esplorando con lei. Nel pugilato, oltre il riscatto sociale, lei ha trovato disciplina e calore che sembra non ha mai avuto dalla famiglia. Per il titolo provvisorio mi ero concentrato molto banalmente su “Toro scatenato” per la foga che Anna ci mette durante gli allenamenti e sul ring. Aveva pensato anche a ”Di santa ragione” omettendo il “Darsela” , ma avrei evidenziato solo gli stereotipi del pugilato. Riguardando le immagini, l’occhio mi è caduto su una scritta del suo caschetto, che non avevo mai notato, “CATERPILLAR” . Credo che questo sia la rappresenti meglio, prima di tutto perché è una sorta di nome di battaglia che enfatizza la voglia di combattere nel senso più ampio della parola. Inoltre, questo titolo mi fa immaginare la sua volontà come una sorta di ruspa che le spiana le difficoltà della vita facendola rialzare e ripartire. Infatti, “Caterpillar” è un’azienda specializzata nel produrre grossi macchinari ed attrezzature per il movimento terra. Chiedo scusa a Silvia e a chi è arrivato fino a qui, perché sono stato un po’ troppo lungo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 giorni fa

ciao Richard, grazie per il repost ;)

siamo fermi a Caterpillar e Anna dicevi non ti facesse impazzire, ma come notavamo sia io che @Laura la nota femminile alla serie è importante. capisco ciò che dicevi, che Anna è un nome comune. Ma proprio per questo per me fa fare cortorcuito. Proprio perché di Anna se ne incontrano tante... e che quest'Anna sia speciale è evidente. Ma lo sono tutte, e forse ognuna di loro, rileggendo il proprio nome, ritroverebbe una forza simbolica persa.

 

Boh, mia idea !

:)

E' un lavoro incompleto e non so bene come finirà. E' altamente probabile che "Anna" sia il titolo giusto perchè crea contrasto tra un nome femminile ed uno sport maschile, come mi pare tu suggerisca, ci sto riflettendo! Non riesco ancora a rimuovere dalla testa "Caterpillar" perché ho conosciute diverse Anna con vite complicate, ma questa è l'unica, per me ovviamente, che prende una medicina amara che si chiama "Caterpillar" per curare la sua rabbia e chissà cosa altro. Ho grande ammirazione per la sua determinazione e per il fatto che non ha preso altre strade come altri adolescenti con disagi. Sto trovando molto utile questo confronto perché le tue e le altre sollecitazioni mi offrono un punto di vista diverso su cui non avevo riflettuto.

6 giorni fa

ciao Richard, bentrovato :-).

Ti racconto il film che mi sono fatta leggendoti e vedendo le foto:

Anna è una formidabile femmina rock: lo smalto alle dita, sgarrupato mica come le fighette, i capelli raccolti a treccia che si fa largo nel casco, il tatuaggio di un fiore su un braccio (se vedo bene), sopracciglia curate e soprattutto le labbra carnose. Una bomba di femminilità!

Atteggiamento aggressivo: aggredire è etimologicamente "andare verso" ed Anna sta andando nel mondo con quello che ha dentro e che qui cerca di "disciplinare", incanalare in un'energia positiva di ri-trovarsi e crescere probabilmente esprimendo quanto non può o non riesce a fare altrove.

In ogni foto troviamo il colore rosso, passione, sangue, cuore, altro che culmina nello scatto del guanto in primo piano.

Chissà se qualcosa ti risuona

Eleonora

 

6 giorni fa

bellissima analisi @Eleonora!

anche il rosso potrebbe essere un elemento da riprendere nel titolo, o nel testo...

ciao Richard! Mi piace molto il tuo lavoro e spero tu vada avanti. A livello di immagine azzarderei più avanti...essendo il pugilato dinamico, io vedrei anche immagini sfocate, movimento, dove la femminilità c'è e la si riesce a leggere in qualche modo, ma il risultato finale dell'immagine è quasi astratto. Venendo al titolo mi hai fatto venire in mente il film "Milion dollar baby", film struggente e bellissimo. Ancora non riesco a vedere un titolo per questa serie. Ho avuto il flash delle immagini, ma il titolo no. Forse la strada di "Anna" è quella che seguirei.

5 giorni fa

Ciao @Richard, bellissima serie e soprattutto un tema molto interessante!!!! Anche a me come a Consuelo ha fatto venire in mente il film "Million Dollar Baby". Mi piace molto che le immagini rappresentino i diversi aspetti di Anna: la sua tenacità, la sua femminilità, la sua fragilità (stesa sul ring). Mi piace anche l'idea di aggiungere immagini in movimento. Per quel che riguarda il titolo anche a me piace l'idea di un'Anna che rappresenta tante Anne. Ricordo che per un lavoro di traduzione mi sorprese molto la quantità di parole proprie della terminologia del pugilato (che ovviamente io ignoravo!): "guardia", "knock out", "gancio", "colpo basso", "clinch". Non mi viene in mente nulla di concreto ma forse potrebbe essere un ulteriore spunto da approfondire? La butto lì sperando possa essere di aiuto! ;-)

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  • ...e comunque Luce Nelle mitologie, soprattutto indeuropee, la luce assume spesso un significato cosmogonico, che si esprime chiaramente in opposizione alle tenebre. Così nei miti vedici l'apparizione di Ushas, l'aurora, allude all'origine stessa del cosmo che emerge dal caos dell'oscurità. Sempre determinante è stata la parte della luce nella credenza dei popoli d'interesse etnologico, che alla luce lunare attribuiscono una potente influenza sulla vita vegetale; in particolare si pensa che la luce della Luna piena aiuti la crescita delle alghe e di altre piante marine, mentre quella del Sole in genere influenzi la vegetazione terrestre. Ho scelto questo titolo e descrivo il significato di luce nel senso mitologico, in quanto nella nostra vita, nelle nostre giornate il buio lo associamo a un aspetto negativo e ci instristisce. Ma se ci fermiamo ad osservarlo sicuramente troviamo un lato positivo quello della luce sia che essa sia naturale o artificiale, ci permette di vedere particolare che a luce piena non si noterebbe. Così nella vita per superare le difficoltà si deve cercare quella luce interiore che si fa risolvere le difficoltà... scoprendo nuova forza in noi.