TERRAPIATTA

 

La Terra piatta esiste. Io la conosco. Ci sono nato e ci vivo ancora: è la pianura. Quella emiliana, quella bassa, come si chiama la zona che degrada verso il Po. Nebbie in inverno, zanzare in estate. Umido sempre. Orizzonte piatto e sconfinato, dove lo sguardo si perde nell’infinito. Luoghi ameni e banali, anonimi forse, dove però uomo e natura coesistono. Anzi, sarebbe meglio dire che l’uomo in queste terre si è appropriato della natura e la piega al suo volere, lavorandola e prendendosene cura, per il proprio benessere. 

I luoghi raccontati qui sono fortemente segnati da questa relazione. Piatti in superficie, ma mossi e pieni di energia all’interno. In me questo paesaggio suscita quiete, riflessione, calma, forza. È il luogo che riconosco. È il mio porto sicuro, il rifugio. È casa.

 

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