21.3.2016

Avevo aspettato troppo. Per il lavoro, per la sicurezza economica, per il compagno giusto. Era colpa mia se non ero stata capace di accontentarmi? Era colpa mia se non sapevo amare abbastanza? 

Il 21.3.2016 feci una visita di controllo. La solita ansia. Un nuovo specialista. Diagnosi: menopausa precoce. Certo, avevo avuto avvisaglie: ma pensavo fosse stress. Era presto. E poi il buio, il vuoto. Ho trascorso giorni senza rendermi conto di niente di quello che accadeva. Avevo solo in testa quella voce stridula che ripeteva: “Nessun bambino, nessuna bambina, mai più.” Sono passati i giorni, i mesi, e gli anni. E non lo so neppure io come ho fatto a vestirmi ogni giorno del mio solito sorriso. Il dolore, sempre lì. Ogni volta che accarezzo il pancione di un’amica, ogni volta che abbraccio mia nipote. Il dolore è ormai parte di me. Ma mi lascia vivere. Credo che a volte sia la vita a scegliere per noi. Dopo tre anni, faccio un respiro profondo e chiudo un cerchio. Chiudo la porta di quella stanza. Là dietro ci sono i bimbi che non ho avuto, le loro urla, le loro risate, i loro pianti, i loro sogni e un pezzo di me. 

In questa serie ho cercato una dimensione fiabesca, proprio a creare un conflitto, un cortocircuito con la durezza delle mie parole e delle mie emozioni. Ho incontrato molte donne che hanno affrontato il mio stesso dolore. Ognuna, a modo suo e con i propri tempi, ha affrontato e affronta questo vuoto. Dedico a loro queste immagini; con esse chiudo un ciclo personale. Ora è tempo di aprire una nuova porta.