IO APPARTENGO AL MONDO

autoritratto in relazione allo spazio

Spesso ci dimentichiamo di far parte di questo mondo. Cioè, lo viviamo, quotidianamente. Camminiamo per le strade, ne osserviamo i contorni. Vediamo sorgere e tramontare il sole ogni giorno, ma non abbiamo coscienza – almeno non sempre – di essere parte di qualcosa di più grande. Il lavoro, le abitudini, la fretta, le preoccupazioni, ci fanno abitare la nostra vita vedendone solo una piccola porzione, dimenticando il quadro generale. C'è una frase che mi capita di pensare  spesso: la Terra non ci appartiene, siamo noi che le apparteniamo. Ogni volta che penso al modo in cui ci appropriamo delle risorse, delle creature viventi, di tutto ciò che - oltre a noi esseri umani - esiste in questo mondo, penso che l' intelligenza della nostra specie non sempre si è rivelata un bene. Ci sono però tanti autori che hanno raccontato se stessi non tanto come il centro da cui tutto ha origine, quanto piuttosto come parte di un tutto. Autrici come Ana Mendieta, hanno deciso di realizzare autoritratti semplicemente lasciando una propria traccia nella materia vivente. Autori come Liu Bolin hanno osservato come l'individuo, nel mondo di oggi, sia solo un numero e che sta lentamente svanendo. Autrici come Francesca Woodman, fragilmente hanno osservato la relazione fra il sé e il mondo circostante, e autori come Roman Opalka hanno usato la propria immagine per raccontare l'inesorabilità del tempo che scorre. Ecco, questi artisti sono usciti dal semplice "Io" e "mio". Si sono donati, hanno usato il proprio corpo e la propria identità come tramite, come penna, come canale di un più grande messaggio. Nella ritrattistica classica si parla spesso di "ritratti ambientati", per riferirsi a quel ritratti o autoritratti che oltre al soggetto includono nell'inquadratura parte dell'ambiente circostante, in dialogo con l'individuo. Spesso leggiamo e produciamo superficialmente questo tipo di immagini. Magari lo sfondo non ha nulla o poco a che vedere con il soggetto, o è povero di messaggi.

E se il rapporto figura sfondo fosse determinante per ciò che vogliamo dire? 

E se il mondo dietro di noi raccontasse chi siamo?

COME PROCEDERE PASSO A PASSO PER LA SECONDA CONSEGNA

1) Studia molto bene gli autori nella sezione appositamente creata per questa seconda settimana di lavoro insieme. Di ognuno di essi scrivi che cosa ti piace e risuona con te e che cosa non ti piace. Prova a farlo con ognuno. Metti insieme tutte le cose che ti piacciono, escludendo ora i nomi degli autori. Falle diventare come parole chiave. Sono obiettivi che puoi darti nella tua ricerca? cosa puoi fare per ottenere lo stesso dalle tue immagini e dal tuo fare fotografia? alcune cose sembreranno lontane e necessiteranno tempo, ma c'è qualcosa tra queste qualità che puoi cominciare a perseguire sin da subito, magari a piccoli passi?

2) Ora scegliamo il nostro luogo. Ricordiamo, non deve essere semplice sfondo, deve essere un luogo importante. Per cosa? Per chi? Può essere un luogo legato al nostro vissuto, a un momento della nostra vita, può essere anche un luogo legato alla Storia collettiva (una piazza, una linea di confine, un bosco, una strada) o ancora un luogo che ha qualcosa da dire, che porta con sé un segreto. I tempi purtroppo sono serrati, perciò rimani con i piedi per terra e pensa a qualcosa di effettivamente alla tua portata. Un luogo che potrai raggiungere questa settimana. So che le attuali condizioni di emergenza ci rendono difficile essere fluidi e potere sentirci liberi di raccontarci in luoghi che non siano le nostre 4 mura domestiche. Prova - per quanto possibile - a non percepirlo come un limite, ma come una condizione del momento che stiamo vivendo. Anzi, se vuoi fai percepire questo disagio, questa sensazione di scollamento, di non appartenenza al mondo e ai luoghi generalmente cosi familiari. Se non te la senti, scegli un luogo intimo, che possa descrivere le stesse cose senza esporti troppo, oppure con fantasia e inventiva, porta un "pezzetto" del luogo con te dentro ai tuoi spazi domestici: magari un'immagine nell'immagine, una mappa, un frammento, un oggetto...

3) Per questa consegna puoi farti aiutare da qualcuno. Qualcuno che ti aiuti, di cui ti fidi, a cui spiegare come vorresti realizzare le immagini e cosa vorresti trasmettessero. Spiega perché hai scelto quel luogo, e in che modo vorresti farne parte nella costruzione delle immagini. Puoi anche farlo in autonomia ovviamente, se pensi che non sia di impedimento farlo. L'importante è che gli aspetti puramente tecnici e logistici non prendano il sopravvento e che tu ti possa concentrare, questa settimana, su ciò che vuoi veramente comunicare attraverso le tue immagini. Sfatiamo il mito che autoritratto sia fare il "click" della propria macchina fotografica. E' l'idea a determinare l'autorialità dello scatto, così come il regista è l'ideatore del film pur non passando tutto il tempo dietro alla macchina da presa ;)

4) Produci la tua serie senza limiti, come ritieni sia più opportuno. Cerca di raccontare attraverso le immagini e le parole esattamente il perché hai scelto quel luogo, e anche se non è quello perfetto e che avresti voluto raggiungere cerca di valorizzarlo al massimo, di ricercarne aspetti interessanti, di entrare in risonanza con esso, trovando un dialogo fra la tua presenza e le cose che incontri). Il numero di scatti è libero, ma ti consiglio comunque di stare tra le 3 e le 15 immagini massimo. Se il luogo designato per ora non è raggiungibile, immagina questo esercizio come studio di un futuro progetto: puoi anche unire il tutto con disegni, appunti, storyboard, che ti aiuteranno nell'elaborazione del tuo lavoro nelle fasi successive e extra laboratoriali ;)

5) Pubblica nella gallery la tua serie fotografica nella seconda sezione appositamente creata. Le immagini devono essere ridimensionate in formato web, circa 1000 pixel sul lato lungo. In più aggiungi un piccolo testo che racconti delle tue ricerche, delle qualità che tentavi ritrovare, del messaggio del luogo, ma anche le difficoltà riscontrate, i limiti sopraggiunti, le piccole conquiste fatte. 

6) PUBBLICA TUTTO ENTRO LUNEDI' 1 FEBBRAIO ORE 12, momento in cui verrà assegnato il nuovo progetto per la settimana successiva!

7) attendi il feedback degli altri partecipanti e il mio. Insieme potenzieremo il lavoro commentandolo e osservandone i limiti come i punti di forza. 

ALCUNI CONSIGLI IMPORTANTI ​

1) RICORDATI DELL'IMPORTANZA DEL LUOGO.

E' vero, ci sei anche tu, ma sei soggetto assieme a un luogo o ad un luogo suggerito, e la relazione fra le due cose diventa il vero soggetto delle immagini. Se ci pensi anche alcuni autori e autrici fra quelli della prima settimana utilizzavano strategicamente questa dimensione di dialogo. Anna Di Prospero porta sempre all'attenzione dello spettatore un dialogo con il luogo, addirittura in certi lavori lo spazio diventa preponderante, come in Marseille o in tante altre serie di autoritratti, come questa urban. Oppure come accade nella serie Untitled film stills di Cindy Sherman, dove le ambientazioni sono il vero soggetto dei suoi autoritratto. Lo so, è inverno e c'è una pandemia, e ti starai chiedendo come fare se volessi andare all'aperto. E' possibile. Pensa fuori dagli schemi, libera l'immaginazione. Ricorda che non devi andare in luoghi sensazionali per raccontare storie sensazionali. Spesso sono più vicine di quel che crediamo. Guarda questo lavoro di Irene Fenara, che si "fa fotografare" dalle telecamere di sorveglianza, con il suo cappotto invernale in condizioni climatiche simili a quelle attuali ;)

2) RACCONTA UNA STORIA.

L'obiettivo di questa consegna è imparare a raccontare una storia. La storia può essere contenuta anche in un dittico o trittico, ma deve essere chiara sopratutto se accompagnata da un breve testo sul significato del luogo. Puoi anche aggiungere, alla serie, foto di archivio, mappe, oggetti rifotografati, o altro che si connettono alla storia di quel preciso spazio che hai scelto e che possono animare, movimentare la serie. 

3) SVANIRE O NON SVANIRE.

Idealmente potete scegliere due modi per dialogare con gli spazi scelti: in uno occupate all'incirca un terzo/ un quarto dello spazio che occupa il vostro luogo. Voi siete comunque il soggetto, ma lo spazio in cui vi immergete è ricco di dettagli e ci fa entrare. Oppure lasciate che lo spazio vi inglobi, fatevi piccoli e parte del tutto, e dialogate con esso. Oppure tentate di fare entrambe le cose e intrecciatele in un unico racconto. (vedi esempi sotto, dalla serie Film Stills di Cindy Scherman; il primo ambientato ma con soggetto molto in vista, il secondo dove il luogo diventa vero protagonista).
 

4) ISPIRATI A UN AUTORE.

Nel caso in cui l'esercizio ti risultasse troppo difficile da realizzare, prova semplicemente a ispirarti ad uno degli autori proposti, nel modo più libero e stimolante per te. Quando pubblicherai la tua serie spiega a quale autore hai deciso di ispirarti e perché, e in che modo hai cercato di omaggiarlo o di riprenderne alcuni aspetti attraverso la tua sequenza di immagini. 

Cindy Sherman - Untitled Film Stills #50, 1979

Cindy Sherman - Untitled Film Stills #50, 1979