Ana Mendieta opera delle trasformazioni identitarie, tramutandosi di volta in volta in creatura animale, vegetale o minerale, congiungendosi in una sorta di rituale estatico e simbiotico alla terra e all’universo naturale. “Credo nell’acqua, nell’aria e nella terra. Sono tutte divinità”. Il corpo, sempre in bilico tra cruda fisicità e mistica purezza, è presente, diventa filtro, tramite con la Natura. Nella sua serie "Siluetas" il corpo a poco a poco scompare, lasciando solo una traccia evocata da sabbia, fango, acqua, foglie, pietre, fiori.

Liu Bolin è un artista cinese noto per le sue performance durante le quali si autoritrae in ambienti urbani o asettici e grazie ad un accurato e totale body painting, si mimetizza con lo spazio circostante. Bolin nelle sue opere svanisce, diviene trasparente, sceglie di annullarsi, denuncia la condizione dell’uomo odierno che ha perso la propria identità a causa di una società estremamente materialista e tecnologizzata.

AVES MEI mostra la sezione del Bronx Zoo chiamata "Il mondo degli uccelli". Giorgia Valli associa queste gabbie ai diversi luoghi in cui ha vissuto in tutto il mondo. I titoli sono stati creati estrapolando le vocali dell'indirizzo di ogni casa in cui ha vissuto, dalla nascita ad oggi. Questo progetto vuole essere un'espressione di sentimenti repressi di libertà - come quelli che gli uccelli provano nelle loro gabbie .

Relationship (Relazione) racconta della storia d'amore dei due autori: due persone, durante la loro trasformazione di genere, che vivono la complessità dell'amore. L'amore ha genere? ha importanza di che sesso si è? Appartenere al mondo significa anche comprendere il tempo in cui viviamo.

Alina Rudya aveva appena un anno quando insieme ai suoi genitori scappò in tutta fretta da Pripyat, in Ucraina, a seguito del più grande disastro nucleare che la storia ricordi: quello di Chernobyl.  Alina, oggi trentenne, decide di rivisitare i luoghi della sua infanzia. Nasce in questo modo il progetto "Prypyat mon Amour", un 'tour' fotografico dei luoghi in cui Alina ha vissuto con i suoi genitori prima di quel terribile 26 aprile 1986: un fantasma nella città fantasma

Appartenere significa conoscerne le categorie, e Opalka conosce il tempo. Si scatta ogni giorno una fotografia, sempre uguale, sempre impassibile, per tutta la sua vita, mostrando - nella ripetizione - lo scorrere inesorabile del tempo. “… Ogni dipinto che faccio è un dettaglio di questa unica tela, un frammento dell’intero, e porta con sé un frammento di un tutto” R.O.

Dalle immagini di Francesca Woodman emerge una forte relazione del corpo del soggetto con lo spazio circostante grazie ai giochi di prospettive, all'esplorazione della luce e al senso di fragilità che caratterizza la sua vita. Sono le parole della Woodman infatti a dare certezza di questa incertezza dei propri confini, così come la sua prematura scomparsa. 

Rosella vive in una piccola città dell'Australia famosa per la povertà, la droga, e uno stile di vita molto differente da quel che ci immaginiamo pensando all'altro lato del Pianeta. Le donne vivono spesso relazioni violente e rimangono incinte molto giovani. Vanno e vengono dalle prigioni e cambiare vita per loro risulta molto difficile. Eppure - dice Raphaela – questa è casa mia, è dove so di appartenere, e quello che tento di fare è utilizzare la fotografia per amplificare le storie di queste donne, che sono la mia famiglia. Un autoritratto corale dove il racconto autobiografico è reso attraverso quello della propria comunità. 

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