La fotografa svedese Lina Scheynius era all'apice di una carriera di modella quando iniziò a sperimentare la creazione di immagini. È entrata a far parte di Flickr nel 2006, senza un'idea particolare, utilizzandolo come diario . La sua padronanza dell'illuminazione, l'occhio accorto per il colore e la propensione per le composizioni insolite rendono affascinante anche il più banale dei soggetti. Le sue sono raccolte di foto personali, private, dove la luce gioca un ruolo determinante.

Nicholas Nixon fotografa la sua storia d'amore con la moglie Bibi da vicino, attraverso la luce naturale che rende la texture della loro pelle e del tempo che passa simboli di un'idea di intimità e vicinanza tra una coppia. Nixon vuole osservare lo scorrere del tempo e la nostra disattenzione nei confronti del suo passaggio.

Gli autoritratti di Anna Di Prospero sono intimisti, la ricerca é introspettiva. La luce è utilizzata come strumento compositivo, così come il colore.  Al centro della ricerca e dell'utilizzo della luce ci sono le relazioni, gli stati d'animo e l'ambiente che ci circonda.

Il tema dello sguardo è chiaro in Rovesciare i propri occhi (1970) di Giuseppe Penone. L'artista si ritrae con gli occhi ricoperti da lenti a contatto specchianti. Rovesciare i propri occhi, per vedere in profondità. Ecco apparire un nuovo riflesso, il sospetto di una luce che non giunge più all'artista dall'esterno, ma che è lui stesso ad irradiare, visibile a tutti fuorché a se stesso. Le lenti a contatto specchianti coprono l'iride e la pupilla; indossandole mi rendono cieco. Poste sull'occhio, indicano il punto di divisione e di separazione da ciò che mi circonda. 

La Maier si ritraeva negli specchi, nelle vetrine, a testa in giù; ci mostrava talvolta solo la sua ombra, proiettata su un prato adiacente una casa o su un muro cittadino. Ma tutti questi autoritratti non devono portarci fuori strada: schiva e tremendamente gelosa della sua privacy, la fotografa odiava le attenzioni. Tanto che le sue creazioni (in tutto circa 120.000 negativi, più filmati, audioregistrazioni e rullini mai sviluppati) restarono sempre nascoste e vennero alla luce per pura casualità dieci anni fa.

Coplans ha avuto una carriera al contrario. Aveva 60 anni quando si affermò come fotografo, avendo già avuto una vita lunga e attiva come curatore, montatore, scrittore, artista e decoratore. Pioniere dell'autoritratto, ha scattato primi piani in bianco e nero di grande formato del suo corpo nudo ormai non più giovane. 

Moira Ricci si intrufola nelle fotografie del passato sulle tracce della propria madre, le cui date di nascita e morte danno il titolo alla serie e indicano il periodo temporale coperto dalle immagini. L’artista, infatti, rielabora digitalmente vecchie fotografie della madre, accanto alla quale si inserisce e si rivolge con lo sguardo, pur rimanendo un personaggio esterno, una sorta di onnipresente fantasma che si trattiene al margine dell’immagine e degli eventi. 

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